Tassa sui pacchi, cambia ancora? La mossa del Governo

Il Governo Meloni valuta di sospendere la tassa nazionale da 2 euro sui piccoli pacchi in arrivo da fuori Unione Europea, per allinearla al dazio europeo da 3 euro in arrivo a luglio.

La mossa arriverebbe tramite emendamento al decreto Milleproroghe, ora in esame alla Camera.

La legge di Bilancio 2026, come ricorda today, ha introdotto un contributo fisso di 2 euro su ogni spedizione e-commerce di valore dichiarato fino a 150 euro da Paesi extra-Ue, formalmente operativo dal 1° gennaio.

L’Agenzia delle Dogane ha però attivato una fase transitoria: registrazione sì, ma pagamento slittato al 15 marzo senza sanzioni per gennaio e febbraio.

Esperti e settore logistico hanno subito alzato il velo su criticità per il rischio di violazione delle norme Ue sui dazi (competenza esclusiva comunitaria) e caos operativo per corrieri, con effetti già visibili negli aeroporti italiani.

In pratica i voli cargo che prima sceglievano il nostro Paese ora hanno scelto altre mete, facendo poi arrivare la merce in Italia da altri snodi europei.

Del resto immaginarlo non era difficile: nell’Unione europea vige il mercato unico, motivo per cui basta far arrivare il prodotto in un altro Paese europeo, e poi via gomma o ferro in Italia.

Forza Italia ha depositato un emendamento al decreto Milleproroghe per rinviare l’applicazione della tassa italiana al 1° luglio 2026.

Obiettivo: evitare sovrapposizioni con il dazio Ue e uniformare il sistema, rendendo la misura nazionale “superflua” fino a quella data.

Per chi acquista online da Cina, Usa o Regno Unito, la tassa da 2 euro resta sospesa nell’immediato: nessuna maggiorazione diretta fino al possibile via libera all’emendamento.

Da luglio, però, scatterà il balzello europeo da 3 euro su tutti i piccoli pacchi, con effetti sui prezzi che dipenderanno da come e-commerce e corrieri scaricheranno i costi.