Tassa da 2 euro sui pacchi: queste le ultime notizie

La tassa sui pacchi verrà rinviata, ma la norma ad hoc non è stata inserita nel decreto Milleproroghe che ieri ha ottenuto la fiducia della Camera con 177 sì, 93 no e 3 astenuti.

Per questioni “tecniche” si apprende da today che l’emendamento non ha trovato posto nel testo, ma il governo si è impegnato a intervenire approvando un ordine del giorno presentato da Forza Italia che chiede di sospendere il balzello per il periodo temporale ritenuto necessario ad “approfondirne i complessivi effetti applicativi al fine di poter conseguire gli obiettivi di finanza pubblica” della manovra.

Introdotta con la legge di bilancio l’imposta prevede il pagamento di un contributo fisso di 2 euro su ogni spedizione e-commerce di valore dichiarato fino a 150 euro da Paesi extra-Ue.

La norma è di fatto in vigore dal 1° gennaio, ma verrebbe facilmente aggirata facendo transitare gli ordini da altri Paesi europei.

In pratica i voli cargo che prima sceglievano il nostro Paese ora hanno scelto altre mete, facendo poi arrivare la merce in Italia da altri snodi europei senza pagare alcuna sovrattassa.

La norma sul rinvio potrebbe essere inserita nel decreto fiscale atteso nei prossimi giorni (che prevede, tra le altre cose, anche lo scudo fiscale per i condomini “scottati” dal superbonus).

Di fatto però gli azzurri ne parlano come di un provvedimento già andato in porto.

“La sospensione della tassa sui piccoli pacchi da parte del governo”, dice la deputata di Forza Italia Erica Mazzetti, “avrà importanti benefici sulla filiera della logistica, che lamentava una perdita di giro d’affari pesante a causa di questo balzello”.

Questo settore, dice Mazzetti, “va considerato non come un costo, ma come una branca strategica per il libero mercato e la stessa Ue; perciò, adesso, è opportuno allineare la normativa, e di conseguenza la tassazione, con quella europea, così da non creare squilibri nel mercato comune”.

Il rinvio del balzello è sollecitato anche dal Pd.

Silvia Roggiani e Andrea Casu chiedono al governo “di intervenire subito per eliminare questa tassa, correggendo al più presto una norma sbagliata, inefficace e dannosa per la competitività del settore italiano della logistica”.

L’esecutivo, spiegano i due esponenti dem, “non può limitarsi ad una formulazione all’acqua di rose: deve passare ai fatti e assumersi la responsabilità politica di risolvere subito il problema che lui stesso ha creato”.

Nei giorni scorsi, rispondendo a un’interrogazione del senatore M5s, Mario Turco, il ministero dell’Economia ha ribadito che la tassa italiana era pensata per anticipare la tassa europea sui pacchetti la cui entrata in vigore è prevista il primo luglio 2026.

“In più – dice Turco in una nota – ci è stato comunicato dal Mef che si sta studiando in sede europea, sempre con decorrenza primo luglio 2026, una ‘handling fee’, vale a dire un ulteriore contributo che dovrebbe compensare le autorità doganali dei maggiori costi connessi alla cancellazione del regime di esenzione sin qui applicato ai pacchetti extra Ue di valore inferiore ai 150 euro”.