La FIALS Potenza segnala dal 2024, con atti formali, criticità strutturali del parco ambulanze del 118.
Oggi quelle criticità emergono con continuità e con effetti concreti: ambulanze obsolete, indisponibilità ricorrenti, fermi tecnici che riducono la copertura reale sul territorio.
Nel soccorso sanitario l’ambulanza è la prima immagine che arriva ai cittadini: è il punto in cui l’allarme diventa assistenza, è il momento in cui l’attesa trova una risposta.
Quando quel primo anello perde affidabilità, l’intera catena dell’emergenza perde precisione.
Per la FIALS Potenza il tema incide direttamente sulla qualità del servizio reso alla comunità e sulla sicurezza di chi lavora ogni giorno dentro mezzi datati, con margini operativi ristretti e un’organizzazione chiamata a reggere l’urgenza con strumenti spesso in affanno.
In questo contesto emerge con forza l’alto senso di responsabilità del personale – autisti e infermieri – che ogni giorno tamponano queste criticità con professionalità, garantendo continuità operativa e tutela dei cittadini anche nelle condizioni più impegnative.
Dichiara Giuseppe Costanzo, Segretario Provinciale della FIALS di Potenza:
“Un parco mezzi invecchiato riduce la disponibilità proprio quando la domanda di soccorso aumenta.
Il cittadino misura il tempo.
Se l’ambulanza è ferma, il sistema perde tempestività.
E in emergenza questo conta”.
Il quadro, per chi opera sul campo, è chiaro: chilometraggi elevati, tecnologie superate, allestimenti che faticano a restare allineati agli standard moderni.
L’anzianità dei mezzi alimenta una dinamica prevedibile: usura accelerata, manutenzioni straordinarie frequenti, giornate – talvolta settimane – in officina che sottraggono ambulanze all’operatività.
Un fermo raramente resta circoscritto: diventa redistribuzione del carico, coperture più ampie con meno mezzi, attivazioni da postazioni lontane.
In questo passaggio, il tempo si dilata.
E quando si parla di emergenze tempo-dipendenti – infarti, ictus, traumi maggiori – anche pochi minuti incidono sugli esiti.
Prosegue Costanzo:
“Quando i mezzi disponibili diminuiscono, prende forma un effetto a cascata: ambulanze sovraccariche, turni più pesanti, stress operativo crescente.
Gli equipaggi meritano strumenti adeguati.
Il sistema deve reggere l’urgenza e proteggere chi la affronta, evitando che la pressione ricada sugli operatori”.
Accanto ai mezzi, pesa una criticità organizzativa che condiziona scelte e priorità: dal 1 Ottobre 2024 la Direzione del DEU risulta affidata a un facente funzione (ff).
Una transizione che si prolunga oltre una soglia di ragionevolezza.
Un Dipartimento di questa importanza richiede una guida titolata, responsabilità chiare e decisioni tracciabili.
L’emergenza-urgenza vive di scelte tempestive e coerenti: quando la leadership resta sospesa, l’organizzazione perde forza e il servizio diventa più vulnerabile proprio nel punto in cui deve essere più solido.
Aggiunge Costanzo:
“Serve una scelta netta: rinnovare il parco ambulanze e stabilizzare la governance del DEU.
Servono atti concreti, un percorso operativo verificabile e misurabile, con responsabilità definite”.
L’insediamento del nuovo Direttore Generale dell’ASP di Potenza rappresenta un’occasione reale per imprimere una svolta: rinnovare i mezzi, garantire disponibilità effettiva per postazione, ridurre i tempi di ripristino, strutturare una manutenzione H24, riportare il DEU a una direzione ordinaria pienamente legittimata.
Sono scelte che si vedono e si misurano: si vedono nei mezzi che tornano operativi, si misurano nei tempi di risposta, si percepiscono nella tenuta dei turni e nella sicurezza degli equipaggi.
La Regione Basilicata è chiamata a esercitare un impulso decisivo.
La FIALS Potenza richiama l’attenzione dell’On. Cosimo Latronico, assessore alla salute, affinché l’indirizzo regionale sostenga una programmazione stabile e verificabile.
È tempo di chiudere la stagione delle soluzioni episodiche e riportare l’emergenza-urgenza su un livello di affidabilità coerente con un servizio essenziale.
“Nel 2024 abbiamo formalizzato le criticità.
Oggi serve un passaggio operativo: decisioni chiare, tempi definiti, responsabilità tracciate”, conclude Costanzo.
“Il soccorso deve scorrere con precisione, perché ogni minuto ha un peso reale, sul territorio e nelle vite delle persone”.





















