Basilicata, piove ma l’acqua non basta: “c’è bisogno di metodo, dati, infrastrutture e decisioni misurabili”

Il Coordinamento Agricoltori della Basilicata interviene sulla crisi idrica regionale:

“Può sembrare paradossale parlarne mentre piove, ma è proprio questa apparente contraddizione a descrivere il problema: in Basilicata l’acqua cade, ma non sempre resta; arriva, ma non sempre viene governata.

È il segno evidente che la crisi non è solo climatica, ma strutturale, infrastrutturale e decisionale.

Se bastasse la pioggia, la crisi idrica sarebbe già risolta. Evidentemente non è così.

In questo contesto, la proposta avanzata dalle consigliere regionali Viviana Verri e Alessia Araneo (Movimento 5 Stelle) per l’istituzione di una Commissione consiliare permanente sulla crisi idrica rappresenta un’iniziativa istituzionalmente corretta e politicamente utile.

Quando è l’opposizione a dover chiedere strumenti di monitoraggio su un’emergenza ormai cronica, significa che la gestione ordinaria non ha funzionato come avrebbe dovuto.

Una Commissione consiliare è uno strumento minimo di buona governance: serve a garantire trasparenza, continuità informativa e responsabilità politica.

Non è una concessione, né un atto straordinario. Il suo valore reale dipenderà però dalla capacità della maggioranza regionale di trasformarla in un luogo di decisione e non nell’ennesimo spazio di aggiornamenti autoreferenziali.

Riteniamo doveroso ricordare che il consigliere regionale Alessandro Galella, oggi esponente della maggioranza e già Assessore all’Agricoltura nella passata legislatura, è stato incontrato dal Coordinamento nella settimana passata, insieme all’assessore comunale di Lavello Pietro Mangino.

Nel corso del confronto, lo stesso consigliere Galella ha riconosciuto ritardi e criticità nella gestione della crisi idrica, arrivando a condividere il disagio espresso dai territori e proponendosi di farsi portavoce delle nostre proposte.

È un primo passo, che va riconosciuto: un consigliere di maggioranza che ammette il problema è sempre meglio di un sistema che lo nega. Ma l’ammissione del disagio, soprattutto da parte di chi ha già avuto responsabilità di governo, non può essere il punto di arrivo. Deve diventare il punto di partenza.

È quindi positivo che l’opposizione solleciti strumenti di controllo e approfondimento. Ma le risposte operative devono arrivare da chi governa oggi e da chi ha governato ieri. La crisi idrica lucana non consente più rinvii tattici, né letture superficiali legate alle condizioni meteo del momento.

La Basilicata ha bisogno di metodo, dati, infrastrutture e decisioni misurabili. Se la Commissione consiliare contribuirà a questo cambio di passo, sarà utile. In caso contrario, resterà l’ennesima dimostrazione che, anche quando l’acqua c’è, manca ancora il governo delle scelte”.