Scandalo in Basilicata, donne ridotte in schiavitù: ecco le proposte perchè non accada mai più

Afferma la presidente della Commissione regionale delle parità e pari opportunità della Basilicata, Margherita Perretti:

“La recente scoperta di una realtà di intermediazione illecita e sfruttamento di numerose donne moldave, che lavoravano in condizioni di schiavitù in Basilicata, tra lavoro forzato e abusi sessuali, deve farci interrogare su quanto non è stato fatto in termini di prevenzione e su quali azioni debbano accompagnarsi all’intervento di indagine e repressione svolto egregiamente da Magistratura e Forze dell’Ordine.

La Commissione Regionale Pari Opportunità chiamata in campo, giustamente, dal presidente del Coordinamento Politiche migranti e rifugiati Regione Basilicata, Pietro Simonetti, considerato l’elevato numero di donne lavoratrici nel settore della cura (90,9%), si unisce alla richiesta di Anna Carritiello della Uil, di un maggiore e più efficace controllo da parte delle Istituzioni preposte, sollecita l’attivazione immediata di strumenti quali l’Osservatorio regionale del lavoro, bloccato da anni, e delle piattaforme informatiche dei centri per l’impiego, previste con delibera regionale del 2015.

Infatti solo un’intermediazione efficiente e regolamentata, unita ad un monitoraggio e controllo costante del mercato del lavoro, possono costituire un’efficace barriera alla tratta e allo sfruttamento.

Inoltre, le prospettive demografiche della Basilicata mostrano che il numero delle badanti è destinato ad aumentare, considerato il trend di invecchiamento della popolazione lucana: nel 2050 sono previsti +27.000 anziani e -22.000 bambini”.

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