L’associazione EHPA Basilicata denuncia con fermezza “la totale assenza di programmazione nella gestione dell’invaso di San Giuliano che interessa i territori di Matera, Grottole e Miglionico”.
Scrive l’associazione:
“Negli ultimi anni, segnati da una crescente crisi idrica, sarebbe stato non solo opportuno ma necessario che i Comuni ricadenti nell’area della diga si coordinassero tra loro e con la Regione Basilicata per avviare un piano strutturato di pulizia dei sedimenti presenti nell’invaso e una gestione complessiva di tutte le criticità connesse alla presenza della diga sul territorio.
L’invaso della diga di Diga di San Giuliano, con i suoi molteplici bracci di immissione, sta generando non pochi disagi, soprattutto in questo periodo.
Si registrano infatti alberi che cadono pericolosamente sulle strade, frequenti fenomeni di impantanamento e un diffuso dissesto della viabilità rurale, oltre a situazioni evidenti di degrado ambientale.
Tali criticità risultano strettamente collegate a una gestione inadeguata del bacino e dei suoi immissari, che necessiterebbero invece di interventi costanti di manutenzione e di messa in sicurezza, al fine di garantire condizioni adeguate di fruibilità e sicurezza per il territorio.
Le piogge degli ultimi mesi non devono trarre in inganno e non rappresentano la fine della crisi idrica, ma semmai un segnale chiaro, un monito a intervenire con urgenza sulla manutenzione degli invasi regionali.
Sarebbe stato questo il momento giusto per agire, per migliorare la gestione delle risorse idriche e garantire una maggiore resilienza del territorio.
Invece, oggi ci troviamo in una situazione paradossale e inaccettabile, proprio mentre l’acqua rappresenta un bene sempre più prezioso, l’invaso di San Giuliano è costretto ad aprire i portelli e a riversare in mare una risorsa vitale.
Una condizione già denunciata anche da CIA due mari Taranto- Brindisi che evidenzia una gestione inefficiente e priva di visione.
EHPA Basilicata pone dunque domande chiare e urgenti alle istituzioni competenti:
- Perché, fino ad oggi, non è stato attivato alcun piano di pulizia dei sedimenti della diga di San Giuliano?
- Perché, in un periodo storico in cui l’acqua è un bene essenziale da preservare, si continua a disperderla invece di valorizzarla e conservarla?”.
A rafforzare la denuncia interviene il Presidente di EHPA Basilicata, Scarabaggio:
“Riteniamo di denunciare con fermezza l’uso improprio del termine ‘superamento limite massimo’.
È falso affermare che l’invaso di San Giuliano abbia raggiunto il limite massimo di capienza tale limite non è determinato esclusivamente dalla presenza di acqua, ma dalla presenza massiccia di sedimenti che ne riducono drasticamente la capacità.
Per questo motivo risulta, paradossalmente, più semplice perdere immense quantità di acqua aprendo i portelli piuttosto che intervenire per rimuovere i sedimenti dal bacino.
Ad oggi, le amministrazioni che si sono susseguite nella gestione degli invasi della Basilicata si sono dimostrate inefficienti, mentre si chiede ai cittadini di risparmiare acqua, non si mette in campo alcuna azione concreta per aumentare le quantità immagazzinabili all’interno dei bacini idrici, naturali e artificiali.”
È necessario intervenire subito, con responsabilità e lungimiranza.
Non possiamo più permetterci che, quando il cielo ci aiuta, sia l’uomo a vanificare questa opportunità.





















