La Basilicata perde la sua “Voce”: ecco il ricordo di Petrocelli, scrittore e storico che amava la sua terra

La morte di Vincenzo Petrocelli, scrittore e appassionato di storia locale, Premio Unpli Basilicata 2019, lascia un vuoto culturale, civile e umano anche tra gli agricoltori della Val d’Agri e della Basilicata.

Petrocelli viveva a Tramutola (PZ) e si occupava di ricerche storiche sulla Basilicata.

Giovanna Perruolo, direttrice Cia-Agricoltori Potenza, lo ricorda così:

“Un grande uomo, un uomo onesto, sincero, con un’ etica che sa di umiltà e gentilezza d’animo.

Una persona dalle mille risorse, uno scrittore che amava la sua terra, a tal punto da dedicare il suo tempo a ritrovamenti storici del posto.

Un amico, una persona con cui abbiamo condiviso tanto; siamo stati onorati e orgogliosi per aver presentato a Matera, in Occasione della Giornata Mondiale delle Donne Rurali il 15 ottobre 2019, organizzato da Donne in Campo-Cia Agricoltori il suo penultimo libro, ‘La grande guerra’.

Una ricerca appassionata nella quale risalta il ruolo delle donne nella Grande Guerra.

Grazie per tutto quello che hai fatto per noi e per il nostro Paese.

Anche da questo libro di Petrocelli, come in altri, è emersa ‘nitida’ l’immagine positiva delle imprenditrici agricole e delle donne che operano nel settore, valorizzando sia il ruolo della donna in agricoltura e sia l’impegno del mondo professionale femminile a favore dello sviluppo del settore agricolo.

Vincenzo, che ha affrontato con grande coraggio la sua malattia, ha consentito alle tante voci della Basilicata di farsi ascoltare, pubblicando vari libri sulla storia e i beni culturali e architettonici di Tramutola e della valle e attraverso interventi e saggi giornalistici.

La sua indiscutibile passione storica, l’amore e l’attaccamento all’identità della sua terra sono un fulgido esempio di come ciascuno è protagonista degli eventi.

È grazie a storici come Petrocelli che possiamo conoscere la storia dei piccoli territori, delle terre interne, della cultura e delle tradizioni popolari e contadine che i libri di scuola non ci hanno mai raccontano.

La cultura delle comunità e del mondo agricolo ha perso una voce”.

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