Riscaldamento in condominio: a chi spettano i controlli su temperature e orari? Le precisazioni

Riscaldamento in condominio: a chi spettano i controlli su temperature e orari?

Di seguito dieci risposte fornite a «Il Sole 24 Ore» dall’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) per tradurre in concreto le indicazioni del vademecum pubblicato lo scorso 20 ottobre e che gli amministratori di condominio, in ottemperanza alle previsioni dell’articolo 1 del Dm 383/2022, devono inviare a tutti i condòmini:

  • No a temperature diverse tra i piani

1 La temperatura di 19+2 gradi di tolleranza è temperatura limite sia per gli appartamenti all’ultimo piano piano terra o piani intermedi?

Per assicurare la fruizione ai piani agli estremi dell’edificio, la temperatura ai piani intermedi può eccedere tale limite?

Negli impianti dotati di valvole termostatiche è onere del singolo utente adeguare la regolazione, in modo che non sia superata la temperatura di 19+2.

Per gli impianti esclusi dall’obbligo delle valvole, la temperatura di mandata sarà adeguata in modo che localmente non si ecceda il limite di 19+2 gradi.

  • 2 E negli impianti in cui sia dimostrato che la contabilizzazione non è fattibile?

La contabilizzazione è cosa diversa dalla regolazione.

Il Dm 383/2022 si riferisce a quest’ultima.

La contabilizzazione è il meccanismo che consente, in presenza di una caldaia centralizzata, di calcolare i consumi individuali per la ripartizione dei costi.

La domanda è quindi mal posta.

Il sistema di riscaldamento a pannelli radianti è incompatibile con una caldaia a gas centralizzata (per vari motivi tecnici).

Quindi, se si intende un appartamento di un condominio con impianto centralizzato in cui è stato installato un sistema a pannelli radianti, ci si deve staccare ed essere autonomi.

Nel caso di nuovi edifici tutte le unità immobiliari hanno il sistema di pannelli radianti dotato di misuratori e regolatori individuali.

Nel caso si tratti di un condominio in cui non è presente alcun sistema di regolazione le indicazioni sono quelle del nostro vademecum (paragrafi 2.4): la temperatura di mandata dell’acqua di riscaldamento viene impostata tramite termostato di caldaia, da parte del terzo responsabile.

  • 3 I sindaci possono anticipare o posticipare l’accensione degli impianti, anche circa l’orario, limitando le temperature massime?

Sì. Il sindaco, per la stagione invernale 2022-23, al di fuori dei periodi indicati dal Dm 383/2022, in presenza di situazioni climatiche particolarmente severe, può autorizzare l’accensione degli impianti termici di climatizzazione alimentati a gas naturale, prevedendo comunque una durata giornaliera non superiore alla metà di quella consentita in via ordinaria.

La temperatura attenuata 16+2

  • 4 Se l’impianto lo consentisse, si può optare per una temperatura attenuata di 16+2 gradi, al di fuori dell’orario a regime a 19+2 gradi?

Sì, è possibile sigillare la centralina, comandata da sonde climatiche esterne, o tararla per funzionare su due livelli di temperatura di 16+2 gradi, in attenuato, e 19+2 gradi, a regime.

Tale regolazione, rispetto all’impostazione delle sole ore a regime, è più conveniente. Ma tale convenienza è strettamente correlata alla tipologia di impianto.

  • 5 L’assemblea di condominio può decidere di ridurre la temperatura di esercizio, sia nella soluzione 16+2 gradi in attenuato sia 19+2 gradi a regime, incaricando in tal senso il manutentore terzo responsabile?

Sì. I livelli di temperatura, gli orari e il periodo di accensione sono un limite massimo che non si deve oltrepassare.

Anziani e malati

  • 6 Se nell’edificio condominiale sono presenti persone malate o anziane, che hanno bisogno di un apporto di calore, eccedente rispetto ai limiti fissati, questi sono derogabili, in ragione del diritto alla salute?

No. Il limite di 16+2 gradi, per le ore in attenuato, e di 19+2 gradi, per le ore a regime, non è derogabile, anche in presenza di persone in condizioni di salute precarie.

Vigili urbani

  • 7 Per richiedere controlli sugli orari, temperature e periodi di accensione, il cittadino può rivolgersi anche ai vigili urbani?

Nel Dm all’articolo 2 è previsto che: «i controlli sono eseguiti dall’autorità competente di cui al punto 3 dell’allegato A al Dlgs 192/2005 in occasione delle ispezioni effettuate ai sensi dell’articolo 9 del Dpr 74/2013 o dalle autorità definite dalla corrispondente legge regionale o delle province autonome».

Quindi il riferimento è sicuramente il Comune, non però la polizia municipale, ma gli ispettori di cui si avvale il Comune, anche perché è necessario avere delle competenze tecniche certificate.

  • 8 Ci sono caratteristiche consigliabili per gli apparecchi igrotermici, di regolazione delle condizioni dell’aria interna, per il ricambio dell’aria?

Si. Gli apparecchi devono permettere di segnalare all’utente i tempi di ricambio. Nel vademecum Enea paragrafo 10 diamo consigli in merito.

  • 9 Gli apparecchi igrotermici, di monitoraggio della temperatura dell’aria sono incentivati fiscalmente?

No. Non vi sono agevolazioni fiscali per l’acquisto.

  • 10 La realizzazione di impianti di ventilazione meccanica controllata, sono incentivati fiscalmente?

Si. Sono ricompresi nei benefici del superbonus ma non danno diritto ad altre agevolazioni”.

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