OGGI SI CELEBRA LA FESTA DELLA REPUBBLICA: AUGURI ITALIA! QUESTO IL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE

Oggi 2 Giugno, si celebra la Festa della Repubblica Italiana.

Il 2 e il 3 Giugno del 1946 si tenne un referendum istituzionale con il quale gli italiani vennero chiamati alle urne per decidere quale forma di Stato (monarchia o repubblica) dare al Paese.

Il referendum fu indetto quando terminò la seconda guerra mondiale, qualche anno dopo la caduta del fascismo, regime dittatoriale che fu sostenuto dalla famiglia reale italiana per circa vent’anni.

Il presidente del Consiglio regionale, Francesco Mollica, per la celebrazione del 71° anniversario della fondazione della Repubblica, ha voluto lanciare questo messaggio:

“Il mio pensiero va a tutti gli italiani, popolo onesto e laborioso, ai lucani che in modo responsabile continuano ad assumersi le proprie responsabilità e affrontare con impegno le difficoltà del momento, a coloro che non hanno il lavoro o lo hanno perso a causa della crisi economica; va ai militari di tutte le Forza armate che prestano servizio dentro e fuori i confini nazionali e che dedicano il loro lavoro e il loro sacrificio per la sicurezza della nostra Patria e per mantenere la pace in zone dove tutt’ora ci sono controversie sociali e militari.

Ma soprattutto, il mio saluto vuole arrivare ai giovani che rappresentano il nostro futuro e per i quali occorre impegnarsi davvero per dare risposte sempre più efficaci e concrete.

La Repubblica è certamente una delle più alte manifestazioni di democrazia di un popolo, che dimostra la sua maturità nella capacità di autodeterminarsi, di darsi regole certe da rispettare, di sentirsi un popolo unico e unito.

E’ arrivato il momento che ognuno di noi, mettendo da parte i sentimenti di negatività e disfattismo diffusi, dichiari di essere fiero, se lo è, di appartenere a questo straordinario Paese che è l’Italia e lo faccia attraverso comportamenti coerenti e di esempio ai tanti, per fortuna la maggioranza, italiani onesti, perbene e rispettosi delle leggi”.

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