Matera: “La vaccinazione non è uno spot. Persone di oltre 70 anni costrette a una nottata in piedi”! La denuncia

Riceviamo e pubblivhiamo un comunicato del segretario generale Cgil Basilicata, Angelo Summa:

“Un evento, addirittura battezzato e titolato AstraNight, come se la campagna vaccinale più che una azione di salute pubblica si fosse trasformata in una sorta di evento spettacolare e di passerella mediatica. Immaginare poi di organizzazione le vaccinazioni libere senza prenotazione per una fascia di età così ampia 60 – 79, di notte, non ci sembra una scelta operata nel pieno rispetto del diritto dei cittadini di potersi vaccinare in sicurezza oltre che irrispettoso nei confronti della dignità delle persone.

Ciò che dovrebbe essere garantito e assicurato come diritto, la vaccinazione delle persone fragili, diventa uno spot, un qualcosa da esibire paradossalmente nel mentre proprio questa categoria di cittadini ha a tutt’oggi grandissime difficoltà nel procedere alla prenotazione tramite piattaforma che, per molti di loro, non associa tessera sanitaria e codice fiscale alle patologie di cui sono affetti, formalmente riconosciute. Il tutto condito dalla grande confusione generata dalle polemiche  sulle autocertificazioni dei caregiver cui prima il sistema ha legittimamente consentito di registrarsi e ai quali, al di là delle verifiche annunciate, in ogni caso dovrà essere garantita la somministrazione della seconda dose. Senza contare gli innumerevoli soggetti fragili che ancora attendono il vaccino a domicilio.

Come è stato giustamente evidenziato da alcune associazioni delle persone con disabilità, si tratta di una modalità molto poco rispettosa anche delle condizioni di disagio degli individui che dovrebbero sottoporsi a lunghe attese e, in alcuni casi, a costi notevoli per pagarsi un accompagnatore qualificato per mettersi in coda e sperare di poter avere il vaccino. Costringere una persona di oltre 70 anni a una nottata in piedi, con la possibilità eventuale anche di un’attesa inutile, in quanto la disponibilità delle dosi è in numero limitato, è indicativo di un’idea poco rispettosa della dignità e del benessere dei cittadini.

La campagna vaccinale, compatibilmente con la disponibilità dei vaccini, deve procedere con la massima velocità, il che non deve e non può significare cedere il passo ad una corretta e pianificata organizzazione. Vaccinarsi in sicurezza è possibile, basta programmare, seguire le priorità per categorie ed età e non lasciarsi prendere dagli effetti scenici. Servono punti vaccinali in ogni comune e assunzione di nuovo personale”.

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