Matera chiude il ricco programma di “Devoti in Devozione”: ecco l’ultimo appuntamento

Con gli ultimi appunti in programma giovedì 15 e domenica 18 gennaio, giunge alla conclusione “Devoti in devozione”, il palinsesto curato da MeWe – Società cooperativa socio-culturale di comunità, in collaborazione con la Commissione cultura dell’Arcidiocesi di Matera-Irsina, numerose imprese del settore editoriale nonché operatori culturali lucani, pugliesi e campani, che dallo scorso 6 dicembre propone, oltre a tre mostre perno, appuntamenti che affrontano da una prospettiva trans-disciplinare e attraverso diversi dispositivi artistici il tema della devozione popolare e del comune sentire, come collante di comunità.

Giovedì 15 gennaio nella Chiesa di San Biagio a Matera, alle ore 18.30, è prevista performance di teatro musica “Cadute. Da Michelangelo Buonarroti a Domenico Ventura” di e con Donato Emar Laborante, cantastorie e direttore artistico di Masseria Jesce ad Altamura, con contributi musicali di Daniela Ippolito, arpista e compositrice sammaurese-materana.

Una produzione Masseria Jesce Teatro della memoria e Ferula Ferita edizioni, che indaga attraverso le cadute nella storia dell’arte di ieri e di oggi, il tema dell’ impotenza degli uomini di fronte ad accadimenti improvvisi che travolgono l’esistenza, la via salvifica della spiritualità per farvi fronte, lo smarrimento esistenziale e il tempo necessario per un recupero di senso.

L’ingresso alla performance è con contributo fino esaurimento posti con prenotazione su meweimpresasociale@gmail.com e canali social meweimpresasoc.

A seguire la proiezione del lavoro di videoarte “Colori e voci per Gaza”, iconografia poetico-plastica di denuncia degli abomini delle guerre e di augurio di una pacificazione sostenibile almeno nel bacino del Mediterraneo, con riflessioni ad alta voce di Yvette Marie Marchand, docente di linguistica e letteratura inglese in Università degli Studi di Perugia, Alberto Barra, poeta e pittore potentino e di numerosi artisti  e intellettuali lucani donanti opere e parole al lavoro, embrione di museo contemporaneo tematico. Una riflessione corale sul rapporto tra arti praticate e geopolitica internazionale, sull’arte come dispositivo per sollecitare le coscienze singole e collettive a prendere posizione.

Domenica 18 gennaio, poi, l’ultimo dei dieci appuntamenti letterari e devoti in palinsesto, nella chiesa di Madonna delle Virtù Nuova, alle ore 10.30, è prevista presentazione del volume “Maria de Bruna. Riti, storia e immagini” di Nicola D’Imperio e Cristina Garzone, pubblicato da Edizioni Magister. Intervengono l’autore Nicola D’Imperio e l’editore Timoteo Papapietro.

Presenta Luisa Spadola, cooperante in MeWe e responsabile, unitamente ad Eleonora D’Angelo, delle guide nella mostre Comune Sentire del maestro presepista tricaricese Giuseppe Dabraio sulle devozioni popolari a San Rocco di Tolve, alla Madonna Nera di Viggiano e Maria SS.ma della Bruna, copatrona della città di Matera,

“Maria de Bruna. Riti, storia e immagini” propone un’ampia ricostruzione storica, culturale e antropologica della festa di Maria SS. della Bruna a Matera, per offrire una chiave di lettura completa dei riti, delle tradizioni e delle trasformazioni avvenute nel corso di sei secoli. Attraverso la narrazione di Nicola D’Imperio e le fotografie di Cristina Garzone, il libro documenta sia la dimensione religiosa della celebrazione sia il contesto sociale dei contadini e pastori, evidenziando la continuità tra antichi riti agresti e la devozione cattolica contemporanea.

<< Abbiamo inteso, in questi due mesi di iniziative in palinsesto, proporre alla fruizione di quanti vivono, frequentano o visitano gli antichi rioni di Matera ed il territorio murgiano, una accurata selezione di pratiche artistiche contemporanee ideate e prodotte a Sud insieme a libri di pregio di editori del Mezzogiorno, sentendo la necessità di indagare le nostre radici profonde, per affrontare i tempi bui che viviamo.

Riaprendo, per ora temporaneamente, luoghi sacri e non solo della socialità abitualmente serrati, abbiamo rigenerato memorie, disseminato e aggiunto tasselli di conoscenza, sostenuto, per quel che possiamo, l’economia del settore culturale e creativo di qui, stimolato nuovi partenariati del fare in arti, unendo le forze creative e organizzative. Abbiamo dissodato, arato, seminato con cura, pronte ad accogliere la meraviglia che è arrivata e arriverà. >>

Così Paola Saraceno, coordinatrice del palinsesto Devoti in Devozione, per conto della MeWe impresa socioculturale di Comunità, ringraziando quanti hanno contribuito con pensieri, opere, studi, riflessioni a rendere vivi, profondi e partecipati i trentatrè incontri.

Come scritto in locandina/programma: “che non si avverta la solitudine e l’impotenza in un mondo che brucia,  a meno che non lo si desideri per leggere un buon libro, riconnettersi al creato, riflettere sul nostro presente-futuro, coltivare gli affetti familiari, riflettere su pratiche umanamente sostenibili ”