Matera: all’Ospedale Madonna delle Grazie la benedizione di uno sportello di ascolto per il personale sanitario provato dalla pandemia. I dettagli

Riceviamo e pubblichiamo il Comunicato stampa del Movimento Famiglia e Vita relativo all’istituzione presso l’Ospedale Madonna delle Grazie di Matera dello Sportello “Parlami ti ascolto” la cui inaugurazione si terrà  giovedì 3 giugno alle ore 10:00 con una preghiera presieduta dall’Arcivescovo di Matera-Irsina, Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo:

“Nell’ambito del progetto “Parlami, ti ascolto”, il Servizio diocesano di ascolto, sostegno e accompagnamento al tempo del COVID-19, già attivato nei mesi scorsi presso la Sede del Movimento Famiglia e Vita in via Saragat, 30 a Matera, apre uno Sportello di ascolto anche nell’Ospedale Madonna delle Grazie della Città dei Sassi a disposizione del personale sanitario che vi lavora.

Giovedì 3 giugno p.v. alle ore 10,00 ci sarà l’inaugurazione del Servizio con una preghiera nella Cappella dell’Ospedale presieduta dall’Arcivescovo di Matera-Irsina, Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo e, a seguire, la benedizione dello Sportello di ascolto, ubicato al piano terra nei pressi della stessa Cappella.

Grazie anche alla sensibilità della Direzione sanitaria, il venerdì, dalle ore 10,30 alle 12,30 e dalle 15,00 alle 17,00, il personale sanitario potrà usufruire di questo servizio con la presenza di una psicologa e di un sacerdote che è anche consulente familiare.

È noto il peso sostenuto dai sanitari che, nel fronteggiare la pandemia, sono sottoposti da più di un anno, oltre che alla fatica fisica, anche ad una carico emotivo e morale che solo quando trova un “luogo” accogliente di ascolto, può trasformarsi in nuova energia da mettere a servizio sia dei malati che della comunità curante, portando sollievo anche nella vita fuori dall’ospedale.

Trattare con umanità gli ammalati è parte della deontologia professionale del personale sanitario, ma perché questo possa compiersi è necessario, soprattutto in periodi di particolare stress, un ristoro umano per gli stessi operatori.

Le sofferenze dei malati e le angosce delle loro famiglie infatti non lasciano indifferenti le coscienze e le sensibilità personali di medici e infermieri che spesso vivono come proprie le ferite e il carico di dolore chiamati ad alleviare, esponendoli a conflitti interiori non facilmente sanabili.

Altre volte la morte di pazienti con cui si era stabilita una relazione empatica può essere percepita come un fallimento personale e generare sensi di colpa che gravano sulla loro vita e sul loro servizio.

Lo Sportello di ascolto, in collaborazione con la Cappellania dell’Ospedale, vuole essere perciò un segno di vicinanza e di gratitudine verso quanti, in condizioni spesso molto difficili, lavorano per curare e strappare a morte sicura tante vite umane colpite dalla pandemia”.