Coronavirus Basilicata, Sanità: questi Ordini professionali chiedono a Leone di sacrificare le attività non indispensabili! I dettagli

In un drammatico appello all’assessore alla Sanità, Rocco Leone, le presidentesse degli Ordini della provincia di Potenza degli Infermieri, Serafina Robertucci, e dei Tecnici di Radiologia Medica-Professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, Arcangela Lovaglio, chiedono ai vertici della sanità lucana urgenti misure di emergenza per scongiurare il tracollo di un sistema sanitario regionale in cui risorse umane decisive sono allo stremo:

Sacrificare tutte le attività non indispensabili, dirottare il personale dove è carente per arginare la piena che ci travolge.

Gli eventi ci travolgono senza lasciarci il tempo per organizzare tutto quanto andava previsto e pianificato da tempo.

Negli ultimi giorni è aumentato notevolmente il numero di operatori sanitari contagiati, positivi al tamponi e in quarantena domiciliare.

Il tempo per pianificare strategie è scaduto, le strutture esterne agli ospedali dove accogliere e curare i pazienti Covid+ non sono state individuate, le sorgenti di rischio sono state introdotte nei reparti di degenza ordinaria con un aumento esponenziale di operatori contagiati.

Tutti i dipendenti della sanità lucana, ognuno per le proprie competenze e peculiarità, impegnati in prima linea nel contrastare la pandemia e garantire il diritto alla salute dei cittadini, continuano ad assicurare assistenza e prestazioni in condizioni difficili se non proibitive.

Coinvolgere di più gli operatori sanitari che quotidianamente si confrontano con la prevenzione e il contenimento delle infezioni e del contagio, a partire da un corretto utilizzo dei DPI, avrebbe aiutato a definire migliori strategie e uso delle professionalità.

Ma oramai la situazione è talmente grave che non è più il tempo delle critiche e delle rivendicazioni, ma delle dure decisioni.

I due Ordini professionali chiedono ai Dirigenti della Sanità lucana di sacrificare tutte le attività non indispensabili per recuperare risorse e dirottare il personale nelle realtà dove è carente, anche per affiancare e supportare gli operatori neoassunti.

Se questo grido di allarme dovesse rimanere inascoltato siamo certi che a breve le risorse umane a cui attingere si esauriranno e gli operatori vivranno una condizione di profonda delusione e frustrazione per quanto poteva essere previsto e programmato.

Sono emerse le carenze decennali di una programmazione sanitaria non oculata e poco o niente attenta ai protagonisti che ne caratterizzano la Mission; è sotto gli occhi di tutti la crisi che ci investe quotidianamente, non siamo disposti a mettere a rischio le nostre vite e quelle dei nostri cari.

Confidiamo nella possibilità che Lei possa concedere un incontro anche in videoconferenza, per ascoltare le istanze che vorremmo sottoporre alla Sua attenzione”.

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