Basilicata, elezioni regionali: il Psi presenta i suoi 5 obiettivi politici “fondamentali per il Governo della Regione”

Si è svolta questa mattina a Potenza, a partire dalle ore 10:00 presso il Consiglio Regionale di Basilicata, la conferenza organizzata dal Psi di Basilicata in vista delle elezioni regionali.

Ha fatto sapere il Partito Socialista:

“Una nuova fase si apre per la Basilicata, comunque vada.

Comunque vada le nuove elezioni regionali ci consegneranno un nuovo contesto politico. Un tessuto rigenerato per il centro-sinistra che ha le carte in regola per avere la fiducia dei cittadini.

E’ un nuovo centrosinistra, Ri-nato dalle ceneri di un sistema politico in evoluzione.

Un nuovo centro sinistra diverso dal classico centro sinistra come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi. Una coalizione che certo non ha le sembianze di un club privato dell’alta società e che ha indossato gli abiti del cittadino comune, del lucano che ama la sua terra e che si ripiega ad affrontare problemi semplici come quelli più complessi.

I socialisti sposano la coalizione di centro sinistra per le affinità valoriali e sulla base della condivisione di obiettivi programmatici.

Lo facciamo a condizione che si crei un contesto nuovo, adeguato alla nuova e difficilissima fase che la Regione e il suo governo devono affrontare, sulla base di un progetto valoriale e programmatico che oggi consegniamo nelle mani dei segretari che compongono la coalizione e dei responsabili del civismo che hanno deciso di stringersi intorno al nuovo centro-sinistra, per dare un governo democratico, autonomo legittimato dagli elettori lucani per perseguire gli interessi dei cittadini lucani, sulla base di un programma condiviso.

Un programma che sia innanzitutto ispirato e attuato sulla base di un substrato valoriale, sintetizzabile nella ricerca di maggiori spazi di LIBERTA’ e cioè: legalità, pari opportunità, trasparenza, etica pubblica, imparzialità, equità, solidarietà, inclusione, meritocrazia, partecipazione democratica.

I socialisti immaginano una Regione dove il potere delle istituzioni venga esercitato con leggerezza e nel rispetto del principio di legalità, dove l’azione della macchina amministrativa non potrà mai sconfinare nell’arbitrario esercizio del potere ma dovrà tendere sempre a trovare risposte ai bisogni dei cittadini nel rispetto del principio di uguaglianza e di pari opportunità.

E’ necessario che vi sia equità e solidarietà, affinchè attraverso una concreta inclusione nella comunità, nel tessuto sociale e nel mondo del lavoro, il cittadino possa disporre degli strumenti necessari a soddisfare i suoi bisogni.

Per questo il Governo Regionale dovrà assumere come obbiettivo prioritario lo sviluppo socio-economico del suo territorio.

Solo attraverso la crescita del tessuto imprenditoriale e professionale è possibile far crescere l’occupazione e la dignità
dell’essere umano.

Il lavoro è il vero miracolo cui dobbiamo tendere e non la più semplice assistenza.

È necessario eliminare ostacoli, snellire la burocrazia per l’avvio di nuove attività economiche, sostenere le capacità, le competenze e le energie vive della comunità regionale con criteri meritocratici, così da includere nel gioco dell’economia e del lavoro le nuove generazioni che non possono vantare esperienza, o “rapporti particolari”, ma che possono mettere in campo energie e competenze.

Meritocrazia, solidarietà, equità come espressione di una sempre maggiore giustizia sociale che si sviluppi non solo attraverso la definizione di regolamenti e meccanismi che consentano di avere, in astratto, istituzioni più giuste ma che si traducano anche in politiche e realizzazioni concrete di sostegno e di riequilibrio sociale.

5 i punti programmatici sottoposti alla coalizione del nuovo centro-sinistra:

1. Lo sviluppo locale, innanzitutto, con al centro un piano industriale condiviso con le parti sociali che parta dall’economia della cultura e del turismo, dell’agroalimentare, dell’agricoltura sostenuta con la tutela del territorio, passando per la valorizzazione dei centri storici con una sorta di Piano Marshall per la riqualificazione del patrimonio edilizio privato, in grado di stimolare il settore delle costruzioni e dell’artigianato locale, così da creare nuova occupazione e tendere a
innovare i sistemi urbani verso la sostenibilità ambientale.

2. Inclusione sociale verso il lavoro, con la rivisitazione del reddito minimo, dei servizi per l’infanzia, una politica per le casalinghe e le donne che dopo una lunga permanenza nell’ambito della famiglia vogliono provare a reinserirsi nel mondo del lavoro.

3. Ambiente sostenibile, cioè la nuova frontiera dello scontro tra gli interessi dei molti, cioè i cittadini e gli interessi di pochi, soprattutto dei grandi “gruppi finanziari”. Il Governo Regionale deve spingere verso la transizione energetica, favorendo il cittadino che da consumatore di energia deve assumere anche il ruolo di produttore di energia da fonti rinnovabili, attraverso il potenziamento delle reti intelligenti e con l’obiettivo di ridurre il costo della bolletta energetica a famiglie e imprese, in un contesto di sicurezza ambientale e salvaguardia della salute.

4. I servizi per la salute, partendo dal riordino della rete ospedaliera la Regione dovrà impegnarsi a far crescere e qualificare la rete ospedaliera regionale, dai presidi territoriali per il loro insostituibile ruolo che deve integrarsi con il potenziamento della funzione di alta specialità del presidio di secondo livello. Assistenza territoriale, funzione farmaceutica e riduzione delle contraddizioni e disuguaglianze sui tempi di accesso alle prestazioni.

5. Nuova Governance, in un contesto di programmazione macro-regionale, attivando i meccanismi del regionalismo differenziato necessario per vincere la pressione dello spopolamento sui servizi, con una architettura istituzionale che può essere ancora migliorata, con l’introduzione di innovazioni di processo nella valutazione delle politiche di governo, al fine di orientare le scelte nella direzione dei cittadini e della meritocrazia.

Si tratta di cinque indicazioni programmatiche che per i socialisti lucani rappresentano la ragione per stare o meno dentro una coalizione, fuori dalla logica iper-logora di dover trovare intese su “chi comanda”.

Per i socialisti gli obiettivi programmatici individuati, frutto di un viaggio attraverso il colloquio con il tessuto socio-economico della Regione, sono la bussola che orientano una scelta di posizione e che possono aiutare a trovare le convergenze e fare massa critica nell’interesse della comunità regionale”.

Ha concluso il segretario Livio Valvano:

“Abbiamo preso atto della proposta del Partito Democratico di riconfermare l’attuale Governatore.

Per noi conta quello che si fa per la regione.

Abbiamo visto che l’uscente Presidente della Regione ha aperto un ragionamento di coalizione dall’inizio della precedente legislatura.

Per cui siamo tranquilli e sereni che se sarà accettata la nostra piattaforma programmatica (che è un contributo, non esaurisce l’intero programma), saremo dentro la coalizione del centrosinistra.

Un centrosinistra nuovo, rinnovato e unico della Basilicata”.

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