“Una distorsione grave rischia di colpire il Comune di Stigliano escluso nell’attuazione di questa legge”. La denuncia

“Ho presentato un’interrogazione parlamentare per richiamare l’attenzione del Governo nazionale su una distorsione grave che rischia di colpire soprattutto il Comune di Stigliano e altri comuni montani della Basilicata, nell’attuazione della legge 131/2025.

Questo perché nello schema di decreto attuativo si rischia di applicare criteri rigidi e astratti, fondati su medie territoriali, che non riflettono le condizioni reali di vita delle comunità montane.

La montagna non è una media aritmetica, ma una realtà concreta fatta di comunità che vivono e lavorano in contesti di altitudine e che subiscono quotidianamente gli effetti di questa condizione sulla propria vita.

Siamo di fronte a un paradosso: una riforma che nasce per sostenere la montagna rischia di escludere proprio i territori dove la popolazione vive realmente in condizioni montane.

Nel caso di Stigliano, il centro abitato è collocato a oltre 900 metri di altitudine, mentre parti del territorio comunale si estendono a livelli più bassi, incidendo sulle elaborazioni statistiche utilizzate.

Questo non elimina in alcun modo i disagi, perché non sono i fogli catastali a subirli, ma le persone che risiedono stabilmente in aree montane.

Comunità che hanno già mille difficoltà senza le politiche discriminatorie della Lega.

Difficoltà negli spostamenti quotidiani, nel raggiungere i luoghi di lavoro, nello svolgimento delle attività agricole, artigianali ed economiche, per non parlare dell’accesso ai servizi essenziali.

A nulla sono servite le reazioni e le note istituzionali del sindaco del Comune di Stigliano, Francesco Micucci.

È così che le aree interne della Basilicata vengono progressivamente svuotate.

Con l’interrogazione si chiede al Governo di intervenire tempestivamente per correggere i regolamenti attuativi, prima della loro definitiva approvazione, introducendo criteri più aderenti alla realtà dei territori e coerenti con gli obiettivi della legge e con l’articolo 44 della Costituzione.

Di fronte a un rischio concreto per diversi comuni montani della Basilicata, ci aspettavamo una presa di posizione politica chiara e non negoziabile sul punto ed una altrettanto chiara presa di posizione del presidente Bardi.

Eppure, il momento per agire è adesso.

L’eventuale esclusione dall’elenco dei comuni montani non ha un valore meramente formale, ma comporta la perdita di agevolazioni, di risorse economiche e di strumenti di sostegno previsti dalla normativa nazionale.

Una mancanza che inciderà su servizi essenziali, istruzione, infrastrutture e politiche di sviluppo, con effetti concreti sulla tenuta economica e sociale delle comunità interessate”.

Così scrive l’On. Arnaldo Lomuti, coordinatore M5S Basilicata.