Matera: al via un metodo d’apprendimento vissuto dai bambini non come sforzo ma come svago! Ecco l’evento di presentazione

Il metodo didattico del Globalismo Affettivo del prof. Vito De Lillo, raccontato dal mediometraggio “La casa delle letterine” diretto da Michele Pinto, sarà argomento di approfondimento ai prossimi Stati Generali della Scuola che si terranno a Matera dal 4 al 6 Dicembre.

Dalla città dei Sassi partirà, infatti, il Manifesto della Scuola che verrà, nato dal lavoro svolto da studenti e docenti, una importante occasione per parlare di scuola e didattica di qualità.

In questo contesto prestigioso ed attento alle esigenze del mondo didattico, si inserisce il dibattito dal titolo “Fantasia e Tecnologia” su una delle metodologie didattiche più innovative utilizzate nelle scuole di tutta Italia come il Globalismo Affettivo, ideato e brevettato in Puglia dal docente barese Vito De Lillo.

Il prossimo martedì 6 Dicembre, dalle ore 10.00 alle 13.00, nell’Auditorium “Raffaele Gervasio” (Ipogei Piazza San Francesco), il prof. Vito De Lillo interverrà assieme al regista Michele Pinto per presentare il mediometraggio “La casa delle Letterine”, che racconta lo sviluppo della metodologia didattica di avvio alla letto-scrittura dei bambini che, in linea con gli insegnamenti di Mario Lodi, rappresenta non solo il Sud, ma tutta la scuola italiana.

Nella mattinata, condotta da Maria Luisa Sgobba, giornalista Mediaset, vicepresidente nazionale Ucsi, interverranno anche:

  • Claudia Datena, dirigente Ufficio Scolastico Regionale della Basilicata;
  • Cardenia Casillo, presidente Fondazione Vincenzo Casillo;
  • Domenico Bennardi, sindaco di Matera;
  • Piero Marrese, presidente della Provincia di Matera.

Quello del Globalismo Affettivo è un metodo didattico di grande impatto emotivo e sicura efficacia, la cui importante valenza pedagogica, nel rispetto degli stadi evolutivi dei bambini, è stata riconosciuta ed adottata nelle scuole di tutta Italia che ne promuovono lo sviluppo, garantendo anche corsi di formazione professionalizzanti per i docenti.

Una pietra miliare nella didattica dell’infanzia a cui il prof. De Lillo è giunto sin dal 1983, quando insegnava al XXV Circolo Didattico “Don Milani” di Bari.

In virtù della sua attitudine alla ricerca nell’ambito della lingua italiana, guidato da un’attenta osservazione dei suoi discenti nel corso degli anni di insegnamento, il prof. Vito De Lillo ha messo a punto un processo di apprendimento che potesse esser vissuto dai bambini non come uno sforzo ma come uno svago, che ne stimolasse la fantasia e la curiosità.

Sperimentando anche l’uso delle nuove tecnologie nella didattica, elaborando personalmente applicazioni didattiche ed interattive, ed avvicinando gli alunni all’informatica, ha testato e perfezionato il metodo didattico che, negli anni ’90, ha assunto il nome di “Globalismo Affettivo”.

Sottolinea il maestro Vito De Lillo:

“Sono stati i bambini ad indicarmi la strada, loro mi hanno insegnato e io non ho fatto altro che osservarli e scoprire ciò che mi chiedevano”.

Il metodo del Globalismo Affettivo, si è ampiamente diffuso e sperimentato in centinaia di scuole su tutto il territorio nazionale anche grazie all’assidua collaborazione di Vincenzo Borracci e, negli anni ha ottenuto lodevoli e rinomati apprezzamenti da parte di importanti enti ed istituzioni che operano nel campo dell’educazione e della formazione a livello didattico e scientifico.

Il metodo è stato validato scientificamente, a seguito di sperimentazione nelle scuole della regione Puglia, dalla Facoltà di Scienze della Formazione e dall’Unità Operativa Complessa di Neuropsichiatria Infantile del Policlinico di Bari, afferente all’Università degli studi “Aldo Moro” di Bari.

Ed è stato riconosciuto anche della Federazione Italiana Scuole Materne, dall’Istituto per la Ricerca Accademica e Sociale ed Educativa, dall’ANPE (Associazione Nazionale Pedagogisti) e da un Centro di Neuro Psichiatria di New York.

Un intenso lavoro, dall’ideazione, allo sviluppo, alla sua evoluzione, racchiuso e raccontato dall’ambizioso lavoro cinematografico “La casa delle Letterine” diretto dal pluripremiato regista pugliese Michele Pinto, su progetto dell’Istituto Comprensivo Statale “San Giovanni Bosco-Tommaso Fiore di Altamura e con il patrocinio economico del Dipartimento Sviluppo Economico, Innovazione, Istruzione-Formazione e Lavoro della Regione Puglia.

La fiction vede nei panni del prof. Vito De Lillo, l’attore pugliese Francesco Tammacco, con una sceneggiatura scritta da Raffaele Tedeschi, la direzione della fotografia affidata a Diego Magrone e le foto di scena ad Enzo Paparella.

A supervisionare i lavori durante le riprese del mediometraggio la Dirigente scolastica, la prof.ssa Eufemia Patella, l’aspetto amministrativo è stato affidato alla dott.ssa Anna Berloco mentre quello pedagogico è stato curato dalla prof.ssa Luisa Verdoscia, già ex Dirigente scolastico della Scuola dell’infanzia e primaria “Don Milani” di Bari, istituto in cui De Lillo ha brevettato il metodo.

A coordinare la collaborazione dei docenti nelle attività laboratoriali, l’insegnante Maria Pina Franco.

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