Via Appia: anche un tratto di Matera tra i candidati a Patrimonio Mondiale Unesco! I dettagli

C’è anche un tratto molto suggestivo ricadente nel Comune di Matera, tra quelli dell’antica via Appia, che saranno candidati a patrimonio mondiale Unesco.

Stamattina a Roma la firma del protocollo d’intesa per la candidatura, proposta dal ministero della Cultura, che il prossimo 20 gennaio presenterà ufficialmente il dossier all’Unesco.

Per l’Amministrazione comunale di Matera, su delega del sindaco, Domenico Bennardi, c’era l’assessore alla Cultura Tiziana d’Oppido, che ha anche incassato le congratulazioni del ministero per aver concluso dopo 10 anni, tre dei quattro progetti, presentati nell’ambito della legge 77/2006 sul sito Unesco dei Sassi (il quarto sarà chiuso quest’anno).

La via Appia si estende lungo 900 chilometri da Roma a Brindisi e rappresenta per i comuni attraversati, tra cui Matera, un vero e proprio patrimonio storico, culturale, paesaggistico e persino turistico, essendo predisposta alla fruizione pedonale.

Su questo solco si è mossa l’iniziativa del ministero, che coinvolgerà attivamente anche la città dei Sassi, in un percorso interregionale di grande valore mondiale, con l’auspicabile ingresso tra i siti Unesco.

Dopo la presentazione del dossier, l’ufficio Unesco preposto avvierà una verifica dei requisiti che non dovrebbe durare più di un anno, quindi verosimilmente entro il 2024 sarà raggiunto anche quest’altro prestigioso traguardo.

Per restaurare e mettere in sicurezza l’antica via del centro-sud Italia, sono stati stanziati 19 milioni di euro, e la via Appia sarebbe per Matera il secondo sito Unesco, poiché un tratturo della storica arteria passa proprio dalla città.

Commentano Bennardi e D’Oppido:

“Il progetto coinvolge Comuni, Province e università di quattro regioni dal Lazio alla Pugliapunta a tutelare e a valorizzare la “Regina Viarum”, una delle opere d’ingegneria civile più grandi al mondo, patrimonio culturale, archeologico e paesaggistico di eccezionale valore nonché simbolo millenario delle relazioni tra le civiltà del Mediterraneo e quelle dell’Oriente e dell’Africa.

Il progetto prevede anche di restaurare e di riqualificare dal punto di vista urbanistico, paesaggistico ed economico i territori di riferimento nelle aree candidate.

Un ringraziamento speciale va all’ufficio Sassi, che ha lavorato alacremente a questo progetto”.

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