TURSI: OLTRE 100 ANNI FA, NASCEVA OGGI ALBINO PIERRO, TRA I PIÙ GRANDI POETI DEL NOVECENTO

Oggi avrebbe spento 101 candeline Albino Pierro, uno dei maggiori poeti del Novecento italiano che fu per sei anni di seguito candidato al premio Nobel per la letteratura.

A ricordare l’anniversario della nascita del grande poeta lucano, nato a Tursi (MT) IL 19 Novembre 1916, il giornalista lucano Rocco Brancati:

“Pierro rifiutò sempre la definizione di “poeta dialettale”, eppure i suoi versi nacquero dall’idioma tursitano, un’isola linguistica dove si conserva inalterato una sorta di neolatino.

Tursi, Senise, Valsinni racchiudono infatti quella che ancora oggi viene indicata come “l’area Lausberg”, la zona studiata dal glottologo Heinrich Lausberg allievo di Gerard Rohlfs.

Albino Pierro consacrò la sua poesia a quel dialetto “petroso” che parlava da bambino per trasformarlo in quella che il linguista Gianfranco Folena definì “l’ultima lingua della poesia romanza” e che Gianfranco

Contini considerò metaforicamente “protostorico” vale a dire il secondo periodo della preistoria compreso tra la prima età del bronzo e quella del ferro.

Dopo una serie di peregrinazioni da bambino, orfano di madre (seguì un corso irregolare di studi in giro per l’Italia: da Taranto a Salerno, a Sulmona, Udine, Novara), andò a vivere a Roma (si laureò in filosofia) in modo permanente a partire dal 1959, l’anno che precede il suo esordio letterario in dialetto con “‘A terra d’u ricorde” (la terra del ricordo).

Pierro ha vissuto lontano dalla Basilicata ma alla sua terra d’origine ha dedicato l’intera opera poetica.

Nei suoi versi tornava sempre la malinconia di uomo meridionale che porta sulle spalle il dolore arso della sua gente.

Un humus arcaico che interessò un importante traduttore svedese di opere letterarie italiane, Ingvar Björkeson.

Grazie a queste traduzioni Pierro fu invitato a Stoccolma e, anche per questo, il suo nome ricorreva spesso nella rosa dei candidati al Nobel.

Non l’ebbe il Nobel per le polemiche dell’Istituto Italiano di cultura che lo mise in antagonismo con Mario Luzi.

Alle fine gli accademici di Stoccolma decisero di ignorarli entrambi ed entrambi persero l’alloro svedese che pure avrebbero meritato entrambi.

In compenso l’Università degli studi della Basilicata nel 1992 concesse ad Albino Pierro una laurea “honoris causa”.

“La mia poesia, diceva Pierro, arriva al cuore degli uomini anche nelle traduzioni perché io canto l’angoscia dell’uomo sotto l’incubo della morte ma anche l’amore per la vita”.

Albino Pierro si è spento a Roma il 23 Marzo del 1995 ma è possibile visitare la sua casa natale nella Rabatana di Tursi dove sono acquistabili i suoi libri.