Matera, Infopoint turistico: ecco cosa ha deciso il Tribunale amministrativo regionale

“Sono almeno quattro, i procedimenti vinti dall’Amministrazione comunale dinanzi al Tribunale amministrativo regionale negli ultimi mesi, che hanno certificato la correttezza con cui si opera”.

A rimarcarlo è il sindaco, Domenico Bennardi, che parla di un’esigenza di “fare bene, anzi meglio di come si è operato nell’ultimo decennio”.

L’ultimo procedimento in ordine di tempo, è quello relativo all’Infopoint turistico di via Lucana; gli altri tre su questioni urbanistiche relative ad aree delicate della città.

Spiega Bennardi:

“In merito al provvedimento con il quale il Tar Basilicata ha dato ragione al Comune sull’Infopoint turistico irregolare di via Lucana la sentenza conferma la correttezza dell’operato posto in essere, a seguito degli accertamenti effettuati dalla polizia locale lo scorso mese di agosto.

Alla luce della pronuncia dei giudici amministrativi, appare palese che sulla questione non vi sia stato alcun accanimento nei confronti dell’attività, essendo interesse esclusivo dell’amministrazione garantire in ogni circostanza, la piena regolarità dell’esercizio di tutte le attività economiche e imprenditoriali, in particolare nel settore turistico, data la visibilità internazionale della città di Matera.

Nel caso di specie, come rimarcato dal Tar, non esiste titolo edilizio per l’installazione di quel prefabbricato, né autorizzazione all’esercizio dell’attività di informazione turistica; e non si può neppure agire in sanatoria, trovandosi nel pieno centro storico. Quindi, essendo in presenza di situazioni contra legem, non ci può essere alcun legittimo affidamento”.

Poi le questioni urbanistiche.

Prosegue il Sindaco:

“Come quella della collinetta di Serra Rifusa soggetta a rischio idrogeologico, dove il regolamento urbanistico ha normato un ambito prima privo di regole, ridotto gli indici, salvaguardato l’area per la sua bellezza paesaggistica e indicato un’area di concentrazione edilizia rispettando l’area a rischio.

Come sull’area dismessa all’ingresso Nord della città, ex Mulino Gagliardi, che va sicuramente rigenerata, ma nel rispetto della norma, che restituisca anche qualità ambientale a quel brano di città e non certo solo case.

Infine Santo Stefano, una porta di ingresso nei Sassi, su cui oggi è previsto un piano di recupero, anche di iniziativa privata, che però sia attento a mantenere l’organicità dell’intervento, non limitandolo alla mera sopraelevazione, un progetto che restituisca decoro e qualità.

E’ necessario fare, ma fare bene anzi fare meglio di come si è operato negli ultimi decenni, mantenere una regia e un controllo pubblici nelle aree soggette a trasformazioni, per elevare lo standard della vita di tutti.

Ce lo chiede il mondo, ce lo chiede l’Europa, ce lo chiede la nostra coscienza”.

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