MATERA, DA BEN 628 ANNI SI RIPETE LA FESTA DELLA MADONNA DELLA BRUNA! QUESTA LA STORIA

Da ben 628 anni Matera celebra la Madonna della Bruna protettrice della città.

La secolare festa ha inizio con la processione “dei pastori” con la quale i quartieri antichi si svegliano alle prime luci dell’alba per salutare il Quadro della Vergine, il cui passaggio è annunciato dai botti pirotecnici.

Intanto i cavalieri, scorta del carro processionale, si radunano lungo le vie e nei “vicinati”.

Come vuole la tradizione, la mattina del 2 Luglio la statua di Maria SS. viene portata nella chiesa di Piccianello, per poi essere portata in processione sul carro trionfale tutto il pomeriggio lungo le strade principali gremite di gente, fino ad arrivare in serata nel piazzale del Duomo dove si compiono i “tre giri”, simbolo di presa possesso della città da parte della SS. patrona.

La statua, accompagnata dalla Curia Arcivescovile, viene deposta in Cattedrale.

Il carro è circondato dai “cavalieri” con cavalli bardati di fiori di carta e velluti, l’auriga incita i muli verso la piazza a poche centinaia di metri, per restituire alla folla ivi radunatasi il simbolo della festa.

L’origine della tradizione della distruzione del carro invece è narrata da un’altra leggenda, secondo la quale i Materani, per evitare che il quadro della Madonna fosse rubato e distrutto dai Saraceni che assediavano la città, lo nascosero prima su un carretto e poi, messo in salvo il quadro, distrussero loro stessi il carretto pur di non far cadere le sacre immagini nelle mani di quegli infedeli.

Alcuni storici locali, invece, sostengono che intorno all’anno 1500 il conte Giovan Carlo Tramontano, all’epoca signore di Matera, avesse fatto grandi promesse al popolo materano per dare maggiore solennità alle celebrazioni del 2 Luglio, compreso un carro nuovo ogni anno.

I cittadini materani così, per mettere alla prova il mal sopportato tiranno, assaltarono il carro trionfale costringendo il conte a mantenere la sua promessa.

Le prime testimonianze concrete sull’esistenza di un carro trionfale rimandano tuttavia all’anno 1690.

Il tradizionale carro trionfale è realizzato in cartapesta per essere montato sulla struttura motrice, ed è trainato da quattro coppie di muli.

Il carro è scortato dai cavalieri della Bruna e da volontari che lo circondano per evitare che giovani impazienti lo distruggano prima dell’arrivo.

Solitamente, il carro subisce i primi assalti in corrispondenza della chiesa di Santa Lucia, proprio all’ingresso della piazza, mentre i difensori che fanno da cordone serrano le fila e l’auriga incita i muli per compiere gli ultimi metri di tragitto e condurlo integro fino al centro della piazza.

Gli assalitori tentano con grande irruenza di portare a casa un pezzo del carro come trofeo e come segno beneaugurante  prima che ne rimanga solo lo scheletro.

Il rito secolare si conclude così tra il tripudio generale, e l’anno successivo un nuovo carro verrà progettato e costruito.

Questo è un rito collettivo di rinascita e di rigenerazione antichissimo, per i materani l’anno nuovo è dopo tutto ciò. Si chiude un ciclo con lo “strazzo” del carro per iniziarne uno nuovo.

La festa della Bruna termina a notte fonda con l’esplosione dei fuochi pirotecnici che illuminano la Gravina ed i Sassi di Matera.

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