L’AFFASCINANTE VIAGGIO DI PIERLUIGI ARGONETO PASSA DA MATERA, TERZA CITTÀ PIÙ ANTICA DEL MONDO!

Vi siete mai chiesti cosa è successo nel nostro passato, da dove veniamo e dove andremo? Infilarsi in una macchina del tempo e riavvolgere il nastro della nostra vita è impossibile.

Per lo scrittore lucano Pierluigi Argoneto un modo c’è e “ci è molto familiare, da millenni: guardare le stelle”.

Partendo da questo presupposto, Argoneto ha impiegato ben quattro anni e da questo sforzo di ricerca è nata l’interessantissima opera “Sopra un cielo a comando”.

Così è iniziato un viaggio in Basilicata, lungo e affascinante, in luoghi apparentemente distribuiti sulla Terra senza una logica.

Luoghi che attraversati hanno fatto riemergere tutta la loro storia, narrata e abbandonata, ufficiale ed oscena, in quella terna inseparabile che accompagna ogni percorso intellettuale: ignoranza, conoscenza, mistero.

Tutti i viaggi, così come le conquiste del sapere, suscitano nuovi interrogativi e sfociano nell’ignoto.

Sopra un cielo a comando è il racconto di questo itinerario.

È il viaggio nella Basilicata della scienza, dalla Magna Grecia allo sbarco sulla Luna.

Di cosa parla il libro “Sopra un cielo a comando”?

L’Opera è scritta con un linguaggio semplice ma non banale per la precisa volontà di essere accessibile al grande pubblico.

Essa unisce argomenti scientifici a temi letterari e artistici: le incursioni romanzesche, con aneddoti sui personaggi e sulle teorie esposte, rendono la lettura decisamente scorrevole.

Il pretesto narrativo è un viaggio, sullo stile dei grand tour ottocenteschi o dell’ozioso girovagare tipico dei flâneur, attraverso il quale l’Autore presenta le più grandi scoperte scientifiche e le idee che hanno rivoluzionato il nostro modo di vedere e capire il mondo nel quale viviamo.

Lo fa prendendo spunto dalle vite dei personaggi di cultura e di scienza che, nei luoghi nei quali fa tappa il suo viaggio, sono nati o vi hanno vissuto.

Puntando idealmente il compasso nella città nella quale l’Autore vive, è stata definita un’area delimitata che ha costituito il limite geografico entro cui si è snodato il percorso, in una porzione di sud Italia sideralmente lontana dagli stereotipi (povertà, arretratezza, familismo amorale, verismo letterario) ai quali si è di solito abituati.

L’itinerario di viaggio parte dal tempio di Hera, situato a Metaponto.

In questo territorio operarono Pitagora e la sua scuola: si narra così del Maestro e dei suoi discepoli, primo fra tutti il tale Ippaso che lo tradì in punto di morte svelando a tutti la tragica esistenza dei numeri irrazionali: numeri che hanno introdotto per la prima volta, e ormai per sempre, il senso di inquietudine nella matematica.

Da Metaponto si passa a Melfi e poi a Lagopesole, nei castelli medievali abitati da Federico II: il primo scienziato europeo che dialogava con Michele Scoto e Pier Delle Vigne.

In questi luoghi sono nate le Costituzioni Melfitane, caposaldo mondiale della storia del diritto, e uno dei più importanti libri di scienze naturali del medioevo: il De arte venandi cum avibus.

Lagopesole che rappresenta anche una delle più importanti “porte” grazie alle quali iniziano a filtrare in occidente i contenuti del Liber Abaci, il testo del matematico Fibonacci che ha introdotto le cifre indo- arabiche utilizzate ancora oggi.

Tra queste prime due tappe del viaggio l’importantissima parentesi sulla cultura araba, che ha consentito alla scienza e al pensiero greco di essere preservato e sviluppato, con i suoi insospettabili collegamenti con il nostro linguaggio, con la filosofia scolastica, con la nascita del contrasto tra Stato e Chiesa e perfino con le Macchine Inutili di Bruno Munari.

Si giunge poi a Venosa, la città di Orazio, poeta dell’attimo fuggente, dei madrigali di Gesualdo e della poesia perversa di Tansillo, verseggiatore oggi sconosciuto ma tanto influente ai suoi tempi da venire citato nel primo romanzo moderno: il Don Chisciotte.

Venosa è anche sede dell’Incompiuta, monumento che ha ispirato nell’Opera un approfondimento sul tema dei paradossi matematici e verbali, dei loro collegamenti con lo zen, i koan e con René Magritte, oltre che con i limiti della logica magnificamente espressi nei teoremi di incompletezza di Kurt Gödel.

Si arriva poi a Monticchio, nel Vulture, nei luoghi esplorati da Giuseppe De Lorenzo sulle tracce delle loro origini geologiche, motivo per approfondire la nascita e l’evoluzione della vita sulla Terra, per individuare gli incredibili collegamenti tra il Vulture e l’India di Herman Hesse, per inciampare nella scoperta dello zero e per scoprire la prima traduzione in italiano dei testi del Buddha.

Sasso di Castalda è, invece, il paese natale di Rocco Petrone, ingegnere capo della missione Apollo 11 della NASA: colui che ha portato l’uomo sulla Luna e l’umanità a fare un grande salto tecnologico nel futuro, così come aveva predetto Jules Verne quasi un secolo prima.

Il viaggio si conclude a Matera, la terza città più antica del mondo, abitata ininterrottamente da circa 8.000 anni e la cui popolazione aveva l’abitudine di osservare le stelle, la materia di cui sono fatti gli uomini e i loro sogni. I materani avevano anche la consuetudine, nelle sere d’estate, di accendere delle lanterne sulla soglia delle grotte nelle quali abitavano.

Lo facevano per coltivare l’illusione di avere a disposizione un cielo “a comando” posizionato non al di sopra delle loro teste, ma sotto i loro piedi.

Il testo è scritto con stile agile e malizioso.

Sono riportate delle considerazioni che mettono in luce anche gli aspetti meno conosciuti e curiosi dei grandi pensatori incontrati, senza aver timore di utilizzare, dove necessario, passi e affermazioni talvolta oscene, altre volte estremamente popolari, che li riguardano.

Il merito dell’Opera è di aver raccontato una parte della storia e della geografia del sud Italia attraverso le scoperte e le teorie scientifiche legate a quei territori e alle passioni di quanti le hanno concepite.

L’Autore si è sforzato di effettuare questa operazione senza mai utilizzare numeri, formule, concetti complessi: l’obiettivo è quello di incuriosire il lettore all’approfondimento lasciando però intendere che la scienza, al pari di tutti gli altri processi creativi dell’uomo, è anch’essa figlia della carne e del sangue, delle passioni e delle speranze delle persone che con essa si cimentano.

Le illustrazioni e la copertina sono di un altro lucano, Michele Cerone, che lavora abitualmente per Feltrinelli.

Chi è Pierluigi Argoneto?

“Pierluigi Argoneto si occupa di innovazione, comunicazione e divulgazione scientifica.

Nel 2010 fonda l’associazione Liberascienza, dal 2016 è direttore del Festival della Divulgazione e dal 2017 dirige T3 Innovation, il progetto di trasferimento tecnologico della Regione Basilicata.

Nella sua attività di ricerca si è occupato di modelli competitivi e supporto alle decisioni strategiche, specializzandosi in Teoria dei Giochi.

È autore di decine di pubblicazioni su riviste e conferenze internazionali.

Ha pubblicato con la Springer i libri “Production Planning in Production Networks” nel 2008 e “Innovative Tools for Business Coalitions in B2B Applications” nel 2011.

Pubblica nel 2007 con Armando Editore il saggio di divulgazione scientifica “I Radiohead, l’arcobaleno e il piede sinistro di Dio” e, nel 2012, il romanzo “Vaticorca”.

Autore delle pièce teatrali “Radiohead On Air” e “Everlasting Butterfly”, ha realizzato le ricerche e i testi del documentario “Dalla terra alla luna” prodotto da Liberascienza e acquistato da Rai Cultura nel 2015″.

“Sopra un cielo a comando” ha visto la luce​ a Maggio 2018, è stato pubblicato dalla Calice Editori.

Il volume può essere acquistato sia nelle librerie che on line.

“Sopra un cielo a comando” ha un linguaggio e uno stile volutamente molto divulgativo, va bene per tutti, non è un libro per un target di specialisti, anzi.

Facciamo i complimenti a Pierluigi Argoneto per averci regalato, con questo libro, un viaggio nel passato della Basilicata ripercorrendo le tappe calcate dai più grandi pensatori e scienziati della storia.

Di seguito la foto della copertina del libro.