“IDROCARBURI PESANTI NELLA CARNE PODOLICA ALLEVATA A SALANDRA, FERRANDINA E POMARICO”: QUESTO L’ALLARME

Ennesimo grido dall’allarme lanciato dall’associazione Cova Contro che questa volta si concentra sulla salute della tanto pregiata carne podolica lucana.

In una nota a firma dell’associazione Cova Contro si legge:

“Le ultime analisi giunteci sul fegato e le costate di podolica acquistate ad Agosto, attestano valori di idrocarburi pesanti di molto più bassi rispetto la precedente campagna, ma purtroppo sempre presenti, infatti nel fegato di podolica gli idrocarburi pesanti rilevati sono a 3,6 mg/kg, nelle costate a 0,15 mg/kg.

La carne proviene da allevamenti della Val Basento, area di pascolo tra Salandra – Ferrandina – Pomarico.

I NAS ci hanno già convocato per le precedenti analisi, ma contestualmente abbiamo ricevuto due feedback preoccupanti, non per il contenuto degli stessi ma per la gravità dei metodi.

Il primo dall’EFSA, la quale si è rifiutata di darci un parere sulla pericolosità sanitaria di tali valori, rimandandoci addirittura alla Commissione Europea, alla quale ci siamo comunque rivolti con la medesima domanda – segnalazione, ma ad oggi nonostante i mesi passati la Commissione UE non ci ha ancora risposto.

Ma cosa ancora più grave sono state le due telefonate, oltre alle mail che non alleghiamo per ora, ricevute dal Dott. Pietro Noè del Ministero della Salute, che dopo averci posto una serie di domande private sull’origine e le motivazioni delle nostre analisi, avrebbe contattato uno dei nostri laboratori per dissuaderLi dall’effettuazione di nuove analisi.

Praticamente inibita dietro ricatto la libertà nei rapporti tra privato e laboratorio, ingerenze per noi mafiose.

Ovviamente abbiamo provveduto a spostare tali analisi ad altre strutture che a turno ci hanno comunque confermato la correttezza della metodica usata precedentemente (basta trattare l’alimento come rifiuto o matrice ambientale – ndr ) e a denti stretti altri tecnici di nostra fiducia ci hanno anche confermato che le autorità politiche non gradiscono le nostre analisi e che le istituzioni reagiscono con pressioni indebite e non scritte circa l’utilizzo di metodiche non accreditate.

Stiamo informando costantemente Accredia di queste problematiche, ove chi è accreditato tende a non fare ricerca fuori dagli accreditamenti, libertà che notiamo invece in chi ha accreditamenti limitati, circoscritti od altri rispetto ad Accredia.

Un business quello degli accreditamenti sul quale occorre far luce, perchè temiamo limiti di molto la libertà di ricerca.

Fatto sta che gli idrocarburi pesanti ci sono, diversi chimici ce lo confermano, ma nessuno fa niente per stabilirne origine e tossicità.

Il mondo che si apre sull’igiene alimentare è enorme, come gli interessi che lo abitano.

Noi proseguiamo la nostra attività di denuncia anche verso queste anomale pressioni da parte del Ministero della Salute.

Occorre indagare davvero gli impatti ambientali sulla catena alimentare, una delle cose che da sempre ministeri e regione hanno lasciato sulla carta o al massimo chiusa nei cassetti.

Che fine ha fatto la ricerca dell’Istituto Zooprofilattico di Foggia sulla migrazione degli inquinanti negli alimenti da svolgere nei SIN di Tito e Val Basento?

Ad oggi pare che nessuno se lo chieda soprattutto dalle parti di Pisticci e di Tito”.

Di seguito le analisi pubblicate da Cova Contro:

 

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