IN BASILICATA SOPPRESSO UN IMPORTANTE PRESIDIO! ECCO COSA SI TEME PER LA SICUREZZA DEI CITTADINI

Dal 30 Maggio scorso, la sicurezza sulle strade lucane Basilicata non è più sotto lo stretto controllo del Compartimento di Polizia Stradale regionale.

Con un decreto è stata predisposta la soppressione del Compartimento regionale di Polstrada Basilicata accorpato a quello campano.

Diverse unità lavorative saranno trasferite in altri uffici all’interno delle articolazione della Polizia Stradale o di altre della Polizia di Stato presenti in città.

Sulla vicenda si è espresso Francesco Mobilio, segretario generale del Sindacato Italiano Lavoratori di Polizia per la CGIL (Silp – Cgil), che ha dichiarato:

“La Basilicata ancora una volta subisce un ridimensionamento.

Sinceramente non capiamo come farà una classe dirigente che non conosce il territorio, che non conosce le dinamiche anche delle stesse articolazioni della Polizia Stradale, ad avere una gestione e a dare delle direttive efficaci.

Ai colleghi è stata già notificata la fase di trasferimento che entro 10 giorni avrà la sua conclusione.

Non credo che ci saranno ripensamenti perché i decreti del Capo della Polizia sono stati firmati, lo stesso Ministro ha formalizzato.

Devo dire ancora che in questa vicenda restiamo delusi dalla classe politica che è rappresentata sul nostro territorio ai massimi vertici dall’onorevole Filippo Bubbico, vice ministro dell’Interno, da cui ci aspettavamo qualcosa in più, un’attenzione che più volte abbiamo provato ad avere ma non ci siamo riusciti.

Non siamo riusciti ad avere un incontro, lo abbiamo chiesto tante volte nel corso degli anni, abbiamo effettuato presidi. Credo che i suoi collaboratori quantomeno lo abbiano informato, leggendo i giornali, su quello che accadeva.

Tuttavia prendiamo atto del fatto che ciò che ci immaginavamo essere una figura a sostegno, a difesa di un settore che lui rappresenta nel Governo non lo è stato.”

E’ intervenuto anche il segretario regionale lucano di Italia dei Valori, Angelo Rosella, che sulla questione della soppressione ha affermato:

“La soppressione del Compartimento di Polizia Stradale regionale di Basilicata, come denunciato dal Silp-Cgil, non può essere derubricata a semplice atto amministrativo che ci priva di un presidio importante soprattutto sul piano della sicurezza stradale.

Ci sono strade, tra tutte la Potenza-Melfi, ma anche la Basentana, che registrano un numero purtroppo crescente di incidenti stradali e che quindi necessitano di un maggiore controllo oltre che di interventi per la prevenzione come si sta facendo con il progetto di terza corsia della Potenza-Melfi e l’installazione delle barriere che dividono le corsie sulla Basentana specie nel tratto materano.

Il problema pertanto non è formale come vorrebbe far credere il Ministero dell’Interno spostando la direzione di coordinamento a Napoli quanto piuttosto di potenziare la struttura di Potenza con uomini e mezzi e conservando piena autonomia.

E come riferisce il Silp-Cgil non si accampino motivazioni di risparmio in quanto semplicemente raggiungere la nuova direzione della Polstrada a Napoli ha un costo e distoglie il personale lucano dalla propria ordinaria attività.

Purtroppo come è accaduto già in passato con la soppressione di altre strutture ed uffici statali il fenomeno di spoliazione della nostra regione dalla presenza di centri operativi importanti continua senza che le istituzioni locali, a cominciare dalla Regione, siano in grado di contrastarlo in difesa dell’autonomia regionale e di migliori servizi ai cittadini.

Per noi come abbiamo dimostrato con la proposta di legge sulla legittima difesa che ha raccolto presso i Municipi del Paese ben 2 milioni 300 mila firme i problemi della sicurezza dei cittadini sono una delle priorità e per questo ci batteremo perché il Ministero dell’Interno faccia marcia indietro.

Non sfugga che di fronte ad una criminalità sempre più aggressiva la Polstrada ha un compito importante in sinergia con gli altri Corpi delle forze dell’ordine per rispondere alle nuove domande di sicurezza dei territori, in particolare quelli più esposti agli assalti di una criminalità sempre più violenta e sfrontata.

Serve certamente più vigilanza delle forze dell’ordine, ma a loro vanno forniti più mezzi e più personale.

Dunque l’ampliamento legislativo della tutela a cui pensiamo vuole da un lato evitare il rischio di alimentare la cultura dello “sceriffo fai da te”, cavalcata da forze politiche estremiste nei toni ma improduttive nelle soluzioni, ma dall’altro realizzare un deterrente molto più forte verso quella categoria di criminali dediti a furti e rapine nelle nostre abitazioni, che non dovranno mai più beneficiare di alcuna scappatoia giuridica che sarebbe ingiusta e beffarda.”

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