Basilicata, sempre più preoccupante il caro-energia: “serve un intervento immediato”. Ecco le parole di questo sindaco

É del 21 settembre scorso l’approvazione da parte della Giunta regionale del “Disciplinare di attuazione della Legge 23 agosto 2022, n. 28 contenente le “Misure regionali di compensazione ambientale per la transizione energetica ed il ripopolamento del territorio lucano” per l’erogazione del Contributo Mensile Gas Regione Basilicata nell’anno termico 2022-2023.

Il contributo mensile è concesso per i titolari di utenze domestiche residenti in Basilicata per il solo consumo domestico.

Ciò al fine di incentivare il risparmio del consumo del gas e avviare una decisa sensibilizzazione sulla necessità dell’efficientamento energetico delle abitazioni residenziali.

La misura esclude, dunque, incentivi mirati alle imprese e alle attività commerciali operanti sul territorio regionale, che continuano a risentire fortemente del “caro energia”, alcune di queste a rischio chiusura.

Nella giornata di ieri la Commissione europea ha lanciato un nuovo pacchetto di misure per affrontare i rincari energetici e stoppare il rialzo al massacro del gas russo.

Nel provvedimento sono inclusi gli acquisti congiunti e il price cap dinamico, che dovrà stabilire un tetto fisso al valore del gas con parti variabili che si adegueranno alle fluttuazioni economiche, tra questi il costo dei combustibili fossili. Se le misure saranno approvate da tutti i Paesi europei, il tetto al prezzo del gas sarà un primo passo per affrontare il futuro e le emergenze energetiche che mettono in ginocchio il mercato europeo e italiano, purtroppo con una forte dipendenza dal gas naturale.

Qual è la situazione attuale in Basilicata.

Da decenni la piccola regione del Sud d’Italia contribuisce in modo consistente al fabbisogno energetico nazionale. La Basilicata è, infatti, il principale estrattore di gas da terraferma del Paese.

A conferma di ciò basti pensare che solo nel 2021 sono stati estratti – dai colossi dell’Oil&Gas operanti nei territori della Val d’Agri e di Tempa Rossa – un miliardo e 79 mila metri cubi di gas. Di questi, 200 milioni di metri cubi spettano alla Basilicata, stante agli accordi con le compagnie petrolifere.

Ed è sotto gli occhi di tutti che dalla crisi energetica internazionale le multinazionali stanno ricavando extra profitti.

<<Ora tocca alla Regione Basilicata>>, afferma il sindaco del Comune di Marsicovetere Marco Zipparri, il quale non condivide l’esclusione del tessuto imprenditoriale e commerciale lucano da ogni misura di sostegno da parte della Regione Basilicata e l’assenza di una strategia per far fronte ai rincari di questi ultimi mesi, che stanno causando serie difficoltà alla microeconomia lucana.

Chiede, infatti, al governo regionale di ricreare le condizioni per una discussione seria sull’utilizzo del patrimonio energetico regionale, a favore di un rafforzamento delle medie e piccole attività produttive e commerciali.

I sindaci, che da tempo affrontano le problematiche legate allo sfruttamento energetico chiedendo maggiori benefici per le popolazioni che abitano nei territori interessati dall’estrazione, non sono stati mai ascoltati dai vertici regionali.

E conclude:

<<sono molto preoccupato tra le altre cose per la mia comunità, la cui economia si regge su un reticolo di imprese produttive e commerciali, che vive serie difficoltà in questo periodo e risente in modo drastico dei rincari dei prezzi sull’energia.

Serve un intervento immediato>>.

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