Basilicata: presto “i finanziamenti per sbloccare e invasare l’acqua dopo 27 anni di abbandono”. A dirlo…

Basilicata, terra delle opere incompiute.

In base ai dati forniti dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, la Basilicata è una delle regioni che vanta la più alta incidenza di opere pubbliche incompiute.

Uno scenario diverso, ad oggi, sembra aprirsi per la diga della Rendina.

Ecco quanto ha evidenziato il presidente della terza Commissione consiliare permanente (Attività produttive, territorio), Piergiorgio Quarto (Bp), partecipando a Lavello, alla manifestazione promossa da Coldiretti Basilicata:

“La diga del Rendina, opera incompiuta da anni, è uno dei tanti esempi del mancato sviluppo della Basilicata e di uno dei suoi comparti primari, ossia quello agricolo.

Nel programma politico messo in campo dalla coalizione di centrodestra si è data importanza primaria alla ricchezza dell’acqua come elemento fondamentale da salvaguardare in primo luogo per i cittadini, per un uso potabile, e poi per l’agricoltura, dove diventa un prerequisito fondamentale per produrre cibo di qualità.

E questo, dopo oltre 20 anni di abbandono da parte della vecchia politica che non ha saputo mettere in campo progetti che fossero in grado di intercettare l’acqua e immagazzinarla quando piove e distribuirla in maniera efficiente ed efficace per le imprese agricole.

La giornata di oggi, promossa dalla Coldiretti, che da anni attenziona la risorsa acqua come elemento fondamentale di competitività delle imprese agricole, ha trovato nella politica di centrodestra una capacità sinergica tra la Regione Basilicata e l’opportunità di svincolare risorse economiche rivenienti dal ministero dell’agricoltura e da quello delle Infrastrutture.

L’esempio della diga del Rendina, porterà a breve ad ottenere i primi finanziamenti necessari per sbloccare e quindi invasare l’acqua dopo 27 anni di abbandono.

In questo sicuramente un plauso all’assessorato regionale all’agricoltura e a quello alle infrastrutture che stanno, con caparbietà, insieme alla Coldiretti e al Consorzio di bonifica, creando le condizioni per l’utilizzo di questa importante infrastruttura in un territorio di grande importanza agricola e produttiva”.

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