“Stabilimento di Intel in Italia porterebbe 5000 posti di lavoro: candidiamo al progetto la Basilicata”! Questa la proposta

“Il progetto della Intel di insediare in Italia un grande sito di produzione di chip, dopo una prima fase positiva di interlocuzioni tra la multinazionale ed il governo Draghi, adesso sembra essersi fermato.

Due sono le regioni che si sono proposte per realizzare questo grande progetto, Veneto e Piemonte, l’ennesimo schiaffo per il sud che rischia di restare ancora una volta fuori dai grandi processi industriali e dalla sfida della transizione digitale.

Il danno per il mezzogiorno è anche a livello occupazionale.

Il piano della Intel prevede 7 miliardi di investimenti e 4 di gestione.

In esame fondi pubblici tra 2,5 e 3 miliardi.

Posti di lavoro: 1.500 diretti e 3.500 nell’indotto“.

Così dichiara il segretario regionale di Azione, Donato Pessolano, che aggiunge:

“A trarre vantaggio di questa impasse potrebbe essere proprio la Basilicata che potrebbe candidarsi come sito alternativo e per l’insediamento produttivo, avendo sul proprio territorio aree idonee e la necessità di convertire le stesse verso nuovi orizzonti industriali.

Pensiamo ad esempio a Melfi che soffre una crisi importante legata al mercato dell’automotive e alle strategie di Stellantis che potrebbero ridimensionarla portando ad una significativa perdita della produttività e di lavoro per moltissime famiglie lucane e meridionali.

La Regione Basilicata ed il Presidente Bardi dovrebbero osare, avere più coraggio, guardare oltre il limite del proprio mandato e lavorare per un dossier di candidatura da proporre al governo e alla Intel.

La possibilità di dare lavoro a 5.000 persone, unita alla necessità di avviare una nuova strategia sulle politiche industriali della nostra regione, basterebbero da sole per determinare un impegno all’azione della massima istituzione regionale.

Purtroppo il disinteresse per la Basilicata con il quale questa giunta regionale di destra ha governato in questi anni rischia di farci perdere questa e altre ambiziose sfide che possono rideterminare il destino della nostra Basilicata.

Su questo progetto siamo pronti ad incontrare Bardi e tutte le parti in causa, sindacati e imprese, per contribuire fattivamente alla sua messa in campo.

Il futuro della Basilicata chiama tutte le forze politiche e sociali ad un’assunzione di responsabilità.

La logica dei bonus, da sola, non basta per migliorare le condizioni di vita delle famiglie lucane più fragili ed esposte alla crisi, serve una forte e decisa azione a favore delle politiche di sviluppo e degli investimenti”.

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