Matera: “decine le cave che punteggiano quest’area naturale, patrimonio dell’Unesco”. La denuncia

Pasquale Doria del gruppo politico di “Matera Civica” denuncia:

“Sono una decina, tra quelle attive e quelle dismesse, le cave che punteggiano l’area naturale prospiciente la città.

L’altopiano è caratterizzato da vaste zone rientranti nel Parco della Murgia, un tema abbastanza trascurato e che denota un interesse a fasi alterne nei confronti di un patrimonio tutelato sotto l’egida dell’Unesco, in quanto appartenente all’intera umanità.

L’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Raffaello de Ruggieri, a proposito di cave, riuscì a conseguire un risultato di grande interesse, ma che andava concretizzato nelle fasi amministrative successive e, invece, è rimasto solamente sulla carta.

Si trattava di una sorta di scambio di aree tra l’ente locale e la società che produce calcestruzzo a ridosso del Parco.

Via libera in località Trasanello per l’ampliamento delle attività produttive del cementificio, in cambio dello smantellamento dell’impianto che si trova all’ingresso della città, sulla Salita di San Vito, così detta per la presenza di un’antica edicola votiva che si affaccia sulla strada.

Tutta la zona rientra all’interno del Parco archeologico di Matera e, dall’altra parte della strada è prevista la realizzazione del Parco delle cave.

Si era parlato di smantellamento, rimozione e, ovviamente, di bonifica del sito.

Soluzione auspicabile per consentire un opportuno miglioramento rispetto all’attuale biglietto da visita di quello che dovrebbe diventare il principale ingresso di Matera.

Tra gli altri vantaggi, del tutto evidenti, venendo meno il traffico di mezzi pesanti nell’impianto, si potrebbe pensare a un’area di parcheggio a servizio del Parco delle Cave, magari da raggiungere attraverso un collegamento al di sotto della sede stradale.

Allora sì, che il benvenuto si concretizzerebbe in quell’antico e delicato equilibrio di rispetto per i visitatori che scelgono Matera e, non di meno, per se stessi, per la città di chi li accoglie”.

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