Basilicata, contrasto allo spreco alimentare: in regione una famiglia su quattro vive in condizione di povertà

Per la realizzazione di progetti pilota che consentano il recupero delle eccedenze alimentari e non con la distribuzione a favore di soggetti in stato di bisogno presenti sul territorio lucano, è stato pubblicato sul Supplemento ordinario al Bur n 41 del 7 novembre 2019 l’Avviso pubblico per la manifestazione di interesse a presentare progetti in attuazione della L.R. 11 agosto 2015, n.26, in materia di “Contrasto al disagio sociale, mediante l’utilizzo di eccedenze alimentari e non”.

I progetti possono essere presentati entro il 15 Dicembre prossimo al Dipartimento Attività Produttive da una rete composta da almeno tre dei seguenti soggetti:

  • Associazioni iscritte al registro regionale delle associazioni di volontariato;
  • Associazioni iscritte al registro regionale delle associazioni di promozione sociale;
  • Organizzazioni non lucrative di utilità sociale con sede in Basilicata;
  • enti caritatevoli delle diocesi di Basilicata;
  • Amministrazioni comunali.

Nel sottolineare che in Basilicata, così come espresso tra l’altro, nel recente rapporto Caritas, sono migliaia i corregionali che accedono ad azioni di sostegno alla povertà alimentare e che nello stesso rapporto tali richieste di aiuto sono incrementate di oltre il 30% nell’ultimissimo periodo, l’assessore regionale alle Attività Produttive Francesco Cupparo riferisce che è stato predisposto un piano attuativo.

In regione i numeri ufficiali parlano di circa una famiglia su quattro che vive in condizione di povertà.

A confermare questo dato, i circa 10.000 residenti ammessi al programma “reddito minimo d’inserimento”.

Nell’ottica di una forte interconnessione dei differenti servizi sociali, offerti in ambito regionale, si è ritenuto necessario attuare le azioni, di cui alla L.R. 26/2015, suddividendo il territorio sulla base di quanto già effettuato mediante gli Ambiti Socio – Territoriali di Zona (Asz).

Per ogni ambito, all’interno preferibilmente del comune capo zona, sarà implementato un Centro logistico eccedenze (Cle) ovvero un punto fisico di raccolta, stoccaggio e smistamento ai beneficiari delle eccedenze raccolte.

E’ prevista inoltre la creazione di “empori solidali” dove gli utenti potranno acquistare gratuitamente e in piena autonomia, secondo la modalità self-service.

Il prezzo dei prodotti dovrà essere espresso in punti, il cui ammontare è generalmente definito in base alla utilità del prodotto.

I prodotti di base, come pasta, olio, frutta e verdura, costeranno meno rispetto ai prodotti secondari, come ad esempio i dolci, perché hanno maggiore durata.

In questo modo la spesa potrà assumere anche un valore educativo al fine di raggiungere una corretta alimentazione, considerando che le persone indigenti spesso hanno uno stato di salute più precario.

Cupparo sottolinea inoltre la realizzazione del sistema informativo eccedenze che è l’insieme di tutte le informazioni necessarie al raggiungimento degli scopi attutativi della legge regionale degli strumenti e dei sistemi informatici nonché delle risorse umane utili alla raccolta, gestione e rendicontazione delle informazioni.

Il sistema s’ispira al principio della trasparenza, gestione organizzata dei dati e della rendicontazione informativa, il tutto attraverso apposita piattaforma tecnologica da implementare.

Al centro servizi del volontariato (Ccv) è stato affidato il compito di supportare la Cabina di Regia nell’attività di promozione delle reti operative, poste in essere, in attuazione della legge, nonché contribuire alla realizzazione di progetti di formazione in collaborazione con la Cabina stessa.a
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