Basilicata, ancora criticità nella Sanità: questi professionisti costretti ad andare fuori regione per la loro formazione! La richiesta

Ieri, martedì 6 settembre, la Presidente dell’Ordine delle Professioni infermieristiche di Potenza, Serafina Robertucci, ha incontrato l’assessore regionale alla Salute e Politiche della Persona, Francesco Fanelli, nella sede del Dipartimento a Potenza.

Erano presenti per l’occasione anche:

  • la vicepresidente Nicola Cantarella;
  • i consiglieri Maria Pia Rosco e Giovanni Franchino.

Nel corso dell’incontro Robertucci ha ribadito le richieste per tutelare e valorizzare la professionalità degli infermieri dando, al contempo, risposte concrete ai fabbisogni di cura della popolazione lucana.

Ha spiegato Robertucci:

“Il cambiamento delle caratteristiche demografiche (progressivo invecchiamento della popolazione) ed epidemiologiche (aumento delle malattie croniche, della non autosufficienza e disabilità) impone – la riorganizzazione dei processi di cura verso un’assistenza di prossimità e la creazione di una rete integrata clinico-assistenziale, di cui è protagonista l’Infermiere di Famiglia/Comunità.

Per offrire risposte adeguate, efficaci ed economicamente sostenibili è necessario definire anche nelle strutture ospedaliere e territoriali lucane gli standard di personale basati sulla graduazione per intensità di cura e complessità assistenziale delle persone assistite“.

Per l’Opi:

“è necessario:

  • prevedere una capillare introduzione della figura del Dirigente delle professioni sanitarie, per una più efficace organizzazione dei processi assistenziali e del personale;
  • il riconoscimento delle competenze specialistiche già esercitate dagli infermieri in ambiti specifici (stomaterapia, accessi vascolari, wound care, etc.), per lo sviluppo di carriera e attraverso la codifica delle prestazioni assistenziali nel Nomenclatore tariffario regionale”.

L’Opi Potenza ha, inoltre, rilanciato l’opportunità di favorire l’ampliamento dell’offerta formativa presso l’Unibas a seguito dell’attivazione della Facoltà di Medicina, mediante l’attivazione anche del corso di laurea triennale, della laurea magistrale e della scuola di dottorato di ricerca in infermieristica aumentando così il numero di professori MED/45 (Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche).

Ha sottolineato la Presidente:

“Le istituzioni accademiche attualmente presenti in Regione offrono opportunità formative sovrapponibili per acquisire competenze cliniche di base, senza considerare il fabbisogno in termini di competenze specialistiche cliniche, manageriali e di ricerca.

Questa carenza impone agli infermieri lucani la necessità di spostarsi fuori regione per sviluppare competenze aggiuntive che andrebbero a beneficio della qualità delle cure erogate, della didattica e della ricerca.

I cambiamenti cruciali che stanno interessando anche il nostro sistema sanitario regionale impongono trasformazioni e sfide che la nostra professione è pronta ad affrontare.

Ci auguriamo, che i nostri rappresentanti politici, vogliano agire offrendo ad ogni singolo professionista la possibilità di esprimere le proprie competenze, in contesti lavorativi che investono sul benessere organizzativo interno, sulla motivazione e la valorizzazione del personale”.

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