Basilicata: “Bollette più che raddoppiate anche per le imprese della ricettività turistica”! I dettagli

I costi energetici hanno raggiunto livelli insostenibili per molte filiere del comparto manifatturiero ma c’è preoccupazione anche per il settore alberghiero.

CNA Basilicata rilancia l’allarme sulle bollette e in vista del nuovo decreto per contrastare il caro-energia sollecita che l’intervento sia esteso anche alle piccole imprese che non rientrano nella definizione di energivore.

La presidente di CNA Industria, Silva Pompili, afferma:

“La corsa senza fine dei costi energetici sta avendo un impatto devastante sul settore industriale con moltissime piccole imprese che operano in filiere che non possono trasferire sui clienti i maggiori oneri”.

La congiuntura si sta rapidamente deteriorando: il fatturato dell’industria accusa il primo calo mensile dopo cinque mesi di aumenti consecutivi, la produzione industriale mostra una tendenza negativa nelle ultime due rilevazioni e nei prossimi mesi è atteso un ulteriore indebolimento del comparto manifatturiero.

Conclude Silva Pompili:

“Sono necessari interventi robusti e strutturali per scongiurare un lockdown produttivo del settore industriale”.

I costi energetici sono più che raddoppiati anche per le imprese della ricettività turistica.

Cna Basilicata scrive:

“Spese ormai insostenibili che rischiano di fermare in autunno la crescita del settore che quest’estate sta registrando numeri da record.

Per gli alberghi, il costo dell’energia è salito di oltre il 150% rispetto all’anno scorso.

Il caro-energia sta avendo un impatto negativo in particolare sugli immobili adibiti ad attività ricettive dell’alberghiero coinvolgendo quasi 33mila imprese del settore di cui 521 a 5 stelle, quasi 6mila a 4 stelle, oltre 15mila a 3 stelle e oltre 5mila e 500 tra 1 stella e residenze turistico alberghiere.

Anche il settore extra-alberghiero è in estrema difficoltà con oltre 145mila immobili adibiti a bed & breakfast e alloggi gestiti in forma imprenditoriale.

Nel complesso oltre 170mila immobili per attività ricettive che in assenza di interventi di calmierazione rischiano di perdere competitività, a partire dall’autunno”.

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