Vertenza CallMat Matera: “Oltre 350 lavoratrici e lavoratori chiedono semplicemente il diritto di continuare a lavorare”. Le ultime notizie

I Segretari regionali della Basilicata Anna Russelli (SLC CGIL), Vincenzo Piccinni (FISTel CISL), Giovanni Letterelli (UILFPC) e Pino Giordano (UGL Telecomunicazioni) esprimono forte preoccupazione per l’esito del tavolo svoltosi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e per il mancato esito del bando promosso dalla Regione Basilicata, conclusosi senza alcuna aggiudicazione:

“L’esito del bando rappresenta un passaggio delicato in una vertenza che si trascina ormai da oltre due anni e che continua a coinvolgere oltre 350 lavoratrici e lavoratori del sito CallMat di Matera, ancora in attesa di una prospettiva occupazionale stabile e definitiva.

Il bando regionale, finanziato con 6 milioni di euro, costituiva uno degli strumenti individuati per favorire il reimpiego del personale.

A tali risorse si aggiungono ulteriori 4 milioni di euro collegati ai progetti con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, per una disponibilità complessiva di 10 milioni di euro che la Regione Basilicata ha confermato di voler mantenere accantonati per sostenere un successivo intervento di politica industriale e occupazionale.

Nel corso delle interlocuzioni sono emersi contatti con soggetti imprenditoriali interessati alla partecipazione al bando. Tuttavia, tali interlocuzioni non si sono tradotte in proposte concrete poiché le aziende coinvolte non erano nelle condizioni di rispettare le tempistiche previste né di garantire l’assorbimento dell’intera platea dei lavoratori.

È stato inoltre ribadito che la Regione Basilicata, nel pieno rispetto della normativa nazionale e delle disposizioni dell’Unione Europea in materia di aiuti di Stato, non può procedere ad affidamenti diretti delle risorse pubbliche a favore di CallMat. Le risorse disponibili dovranno pertanto essere utilizzate attraverso strumenti conformi alla normativa vigente, nel rispetto dei principi di trasparenza, concorrenza e imparzialità.

Nel corso del confronto, il MIMIT ha confermato la volontà di proseguire senza soluzione di continuità il lavoro di mediazione tra TIM, CallMat, Regione Basilicata, Segreterie nazionali e possibili operatori industriali del settore, con l’obiettivo di costruire una soluzione strutturale e duratura. Contestualmente, TIM ha confermato la propria disponibilità a proseguire il confronto, mentre sono in corso interlocuzioni con CallMat che potrebbero consentire la prosecuzione delle attività e degli strumenti di tutela occupazionale, compreso il contratto di solidarietà, fino al termine del 2026, in attesa della definizione di un percorso industriale stabile.

Pur apprezzando gli sforzi compiuti da tutti i soggetti istituzionali e industriali coinvolti, non è più il tempo dei rinvii. È indispensabile trasformare il confronto in decisioni concrete.

I lavoratori e le loro famiglie non possono continuare a vivere nell’incertezza, alimentata quotidianamente da indiscrezioni, annunci e smentite che non fanno altro che accrescere un clima di forte preoccupazione sociale.

La crisi di CallMat si inserisce in un contesto più ampio che investe l’intero settore dei contact center e dei servizi di CRM/BPO, interessato da profonde trasformazioni tecnologiche e organizzative, anche per effetto della crescente diffusione dell’intelligenza artificiale. Proprio per questo motivo è necessario costruire un progetto industriale credibile, capace di garantire continuità occupazionale, valorizzare le professionalità esistenti e creare nuove opportunità di sviluppo per il territorio lucano.

Occorre ripensare gli strumenti finora adottati, rendendo il bando regionale maggiormente attrattivo per gli investitori e accelerando, parallelamente, i progetti di digitalizzazione affidati all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, affinché possano trasformarsi rapidamente in concrete opportunità di lavoro.

Le Organizzazioni Sindacali ribadiscono con forza che l’obiettivo prioritario resta quello di scongiurare qualsiasi perdita occupazionale. Per questa ragione continueranno a sostenere ogni iniziativa utile e a mantenere un confronto costante con il MIMIT, la Regione Basilicata, TIM, CallMat, le Segreterie nazionali e tutti gli altri soggetti coinvolti nella ricerca di una soluzione definitiva.

Il prossimo incontro ministeriale sarà convocato a breve, al termine delle interlocuzioni attualmente in corso tra tutti gli attori della vertenza. Da quel confronto dovranno emergere risposte concrete, tempi certi e una strategia condivisa capace di mettere definitivamente in sicurezza il futuro occupazionale dei lavoratori di Matera.

Le Segreterie regionali ritengono che questo tempo debba essere utilizzato per creare le condizioni affinché imprese operanti nei settori delle telecomunicazioni, dei servizi digitali e dell’innovazione scelgano di investire in Basilicata, valorizzando una forza lavoro altamente qualificata e costruendo nuove prospettive di crescita per l’intero territorio.

La vertenza CallMat non riguarda soltanto un’azienda: riguarda il futuro industriale della Basilicata. Per questo è necessario che tutte le istituzioni, le imprese e le parti sociali continuino ad assumersi fino in fondo la responsabilità di individuare una soluzione condivisa, stabile e duratura.

Oltre 350 lavoratrici e lavoratori chiedono semplicemente il diritto di continuare a lavorare. A loro, oggi, devono essere date risposte e non ulteriori rinvii”.