“Il Governo ha accolto il mio ordine del giorno con cui ho chiesto di valutare specifiche misure di agevolazione o compensazione sul costo dei carburanti per i cittadini e le imprese dei territori interessati dalle estrazioni di idrocarburi, con particolare riferimento alla Basilicata, anche attraverso il rafforzamento o la rimodulazione degli strumenti statali di compensazione già previsti dalla legislazione vigente“.
Lo dichiara il deputato lucano Arnaldo Lomuti, a seguito dell’accoglimento dell’ordine del giorno presentato alla Camera nell’ambito dell’esame del decreto-legge in materia di prezzi petroliferi:
“La questione è molto semplice: la Basilicata è il principale territorio nazionale per la produzione di petrolio, contribuisce in maniera strategica all’approvvigionamento energetico dell’Italia, ma i lucani continuano a pagare caro benzina e gasolio.
È una contraddizione che non possiamo considerare normale e sulla quale ho voluto impegnare il Governo.
Il punto centrale del mio ordine del giorno è proprio questo: rafforzare o rimodulare gli strumenti statali di compensazione per i territori interessati dalle estrazioni e valutare agevolazioni capaci di incidere concretamente sul costo dei carburanti per cittadini e imprese.
La Basilicata sopporta da decenni un peso rilevante legato alle attività estrattive e assicura, attraverso tali attività, un contributo significativo all’approvvigionamento energetico nazionale ed è giusto che a questo contributo corrispondano forme di compensazione più adeguate e benefici concreti per le comunità lucane.
Parliamo, inoltre, di una regione nella quale il costo del carburante incide particolarmente sulla vita quotidiana.
Nei tanti piccoli comuni e nelle aree interne della Basilicata, anche a causa delle carenze infrastrutturali e della scarsità di alternative al trasporto privato, l’automobile non è un lusso: spesso è indispensabile per andare al lavoro, accompagnare i figli a scuola, raggiungere un ospedale o accedere ai servizi essenziali.
Lo stesso problema riguarda le imprese, gli agricoltori e le attività produttive che dipendono dal trasporto su gomma.
L’ordine del giorno accolto chiede anche di rafforzare il monitoraggio dell’andamento dei prezzi dei carburanti nei territori interessati dalle estrazioni, con particolare riferimento alla Basilicata.
Ma il traguardo a cui punto è chiaro: arrivare a strumenti di compensazione più efficaci, che possano tradursi in un vantaggio reale per le tasche dei lucani.
L’accoglimento dell’ordine del giorno è un risultato importante, ma adesso bisogna dare seguito all’impegno assunto.
Continuerò a incalzare il Governo affinché valuti concretamente il rafforzamento e la rimodulazione degli strumenti statali esistenti e le possibili agevolazioni sul costo dei carburanti.
La Basilicata subisce da decenni lo sfruttamento del proprio territorio legato alle estrazioni petrolifere.
Finché queste attività continueranno, è doveroso pretendere che le compensazioni riconosciute alle comunità interessate siano molto più adeguate e producano benefici concreti per chi in quei territori vive, lavora e costruisce il proprio futuro.
Questo non significa accettare un modello energetico fondato sulle fonti fossili: la vera prospettiva per la Basilicata e per il Paese è investire sempre di più nelle energie rinnovabili, nella tutela dell’ambiente e in uno sviluppo capace di creare lavoro senza sacrificare il territorio.
Ma fino a quando i lucani continueranno a sopportare il peso delle estrazioni, è giusto che ricevano compensazioni all’altezza di ciò che viene chiesto alla loro terra”.





















