Tra medicina difensiva e sfiducia: a Matera si discute del rapporto tra medici e pazienti. I dettagli dell’incontro

La complessa gestione del sistema sanitario, tra sicurezza delle cure, tutela dei pazienti e responsabilità dei professionisti, è al centro del convegno “La complessa gestione del sistema sanitario per la sicurezza dei pazienti e dei professionisti e la qualità delle cure”, in programma venerdì 25 settembre all’Auditorium G. Moscati dell’Ospedale Madonna delle Grazie di Matera.

Un appuntamento, patrocinato dalla Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (SIMLA), che riunisce istituzioni, medici legali, clinici, magistrati e avvocati per un confronto multidisciplinare sul panorama sanitario ridefinito dalle riforme del 2017.

Il punto di partenza sono infatti le due leggi che nel 2017 hanno trasformato il sistema: la legge 24 (Gelli-Bianco), che ha ridisegnato la responsabilità sanitaria e l’assunzione consapevole del rischio clinico, e la legge 219, che ha definito il diritto all’autodeterminazione del cittadino, anche e soprattutto in qualità di paziente.

Da queste basi il convegno affronta l’intero arco della gestione del sistema: dalla responsabilità sanitaria in ambito civile e penale al rischio clinico, dagli obblighi amministrativi e giuridici alla tutela dei diritti dei pazienti, con l’obiettivo di fornire risposte eque e omogenee ai cittadini del territorio regionale.

Un tema di grande attualità, come sottolinea il presidente della Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni, il professore emerito Francesco Introna:

“L’argomento scelto per il convegno di Matera è particolarmente interessante, perché oggi la sicurezza dei pazienti, la correttezza delle cure e la sicurezza dei professionisti rappresentano un grave vulnus nel Sistema sanitario nazionale, e lo saranno sempre di più con il progredire dell’intelligenza artificiale”.

Bisogna lavorare, appunto, per invertire la tendenza.

Al centro della riflessione, la distanza tra medici e pazienti.

“Esiste una spaccatura dovuta soprattutto a una crescente mancanza di fiducia, che ha numerose cause”, osserva Introna, che indica tra queste “l’insufficienza della preparazione universitaria, con una formazione dei futuri medici frammentata, non uniforme e incompleta, e l’inefficacia delle scuole di specializzazione nel preparare un medico pronto a scendere in campo”.

Un quadro aggravato, aggiunge, dalla sfiducia dei pazienti verso la classe medica “che continua a praticare una medicina difensiva per cautelarsi dal susseguirsi di denunce e procedimenti”.

Da qui l’auspicio di un cambio di rotta: “In questa situazione occorrerà rifondare la mentalità dei pazienti, ridurre i procedimenti a carico dei medici e costruire una nuova mentalità negli studenti e negli specializzandi, capace di avvicinarsi, sia pur lontanamente, alla figura medica di un tempo, ovviamente alla luce delle nuove innovazioni”.

Ed è con l’obiettivo di “spegnere” queste crepe, di ricucire la “spaccatura”, che, raccogliendo le sollecitazioni e le suggestioni emerse durante il recente 47° Congresso SIMLA, il Responsabile Scientifico dell’evento, il Dott. Aldo Di Fazio, Direttore della SC di Medicina Legale dell’AOR “San Carlo” di Potenza, con la sinergica collaborazione del Comitato Scientifico, costituito dalla Dott.ssa Natascha Pascale, Dirigente Medico Legale IRCCS CROB di Rionero in Vulture, e dal Dott. Giuseppe Bertozzi, Dirigente Medico Legale ASP Basilicata, hanno voluto riconnettere il sapere dei maestri della dottrina medico legale italiana, esperti di materia giuridica ed i loro riferimenti nazionali e locali, in un evento che raccoglie i temi cogenti della disciplina.

Il programma si articola in quattro sessioni. La prima è dedicata alla gestione amministrativa e assicurativa, con un focus sui Comitati di Valutazione Sinistri introdotti dal decreto attuativo della legge Gelli-Bianco.

La seconda affronta la responsabilità sanitaria in ambito civile, con il ruolo del medico legale nel processo e nella gestione del contenzioso aziendale.

La terza è incentrata sull’autodeterminazione del paziente e i casi difficili, dai terreni di confine in psichiatria e anestesia fino al suicidio medicalmente assistito.

La quarta, infine, è riservata alla responsabilità sanitaria in ambito penale, con l’inquadramento giuridico, l’accertamento medico-legale e il diritto alla difesa.