L’autunno si avvicina e con esso il rischio di nuovi rincari dell’energia che potrebbero pesare fortemente su famiglie e piccole imprese.
Le stime citate nel documento indicano aumenti significativi della spesa energetica, con conseguenze particolarmente pesanti per commercio, artigianato, ristorazione e turismo.
«Non siamo di fronte a un problema astratto – sottolinea il segretario generale di FILCOM CONFSAL Basilicata, Donato Rosa –. Il caro energia rischia di colpire il reddito delle famiglie e la tenuta delle piccole attività.
La Basilicata, però, ha una condizione particolare: è una regione produttrice di energia e deve poter trasformare questa ricchezza in un beneficio concreto per i cittadini».
FILCOM CONFSAL richiama l’esperienza della legge regionale 28/2022, che consentì di utilizzare parte del gas derivante dagli accordi di compensazione con Eni e Total per ridurre il costo delle bollette di circa 110mila famiglie lucane. Un’esperienza importante, ma che ha evidenziato anche fragilità giuridiche e prodotto successivamente conguagli a carico delle famiglie.
Per questo il sindacato chiede alla Presidenza della Regione Basilicata di convocare entro settembre un tavolo regionale permanente sull’energia, coinvolgendo istituzioni, organizzazioni sindacali, associazioni datoriali, aziende energetiche, ARERA e ANCI Basilicata.
«Non possiamo aspettare che i rincari arrivino nelle bollette per poi intervenire con misure tampone», afferma Rosa.
FILCOM CONFSAL propone di mettere in sicurezza il bonus gas, estendere le compensazioni anche alla componente elettrica, valutare l’allargamento regionale dei contributi diretti già sperimentati in Val d’Agri e ampliare la proposta di Zona Franca Energetica anche alle utenze domestiche e alle microimprese.
Per le attività più esposte vengono inoltre chiesti strumenti di rateizzazione delle bollette e crediti d’imposta regionali, insieme a maggiori incentivi per efficientamento energetico, fotovoltaico e comunità energetiche.
«La Basilicata ha già dimostrato di poter trasformare la propria condizione di territorio estrattivo in un vantaggio per i cittadini – conclude Rosa –.
Ora bisogna correggere le criticità e costruire una misura stabile, più ampia e più equa.
Chi vive accanto ai pozzi non può pagare l’energia come se i pozzi non esistessero».





















