Basilicata, contributi per i libri scolastici: stanziati 1,6 milioni

«La Cisl Basilicata accoglie con attenzione l’erogazione da parte della Regione delle risorse destinate ai 131 Comuni lucani per la fornitura gratuita o semigratuita dei libri di testo per l’anno scolastico 2025-2026.

I circa 1,6 milioni di euro messi a disposizione delle famiglie non sono una voce qualsiasi di bilancio.

Sono una misura concreta che interviene su una delle spese che ogni anno grava sui bilanci familiari e che, per le famiglie economicamente più fragili, può diventare un ulteriore fattore di difficoltà.

Ma proprio per questo non possiamo fermarci alla dimensione del contributo.

Questa misura racconta qualcosa della Basilicata e delle condizioni sociali ed economiche nelle quali vivono molte famiglie lucane».

È quanto sostiene il segretario generale della Cisl Basilicata Vincenzo Cavallo. Secondo il sindacalista «la Basilicata è una regione che deve fare i conti contemporaneamente con la riduzione della popolazione, l’invecchiamento, lo spopolamento dei piccoli Comuni, la difficoltà di accesso ai servizi, il lavoro che non sempre garantisce redditi sufficienti e una condizione economica delle famiglie che resta esposta all’aumento del costo della vita.

In questo scenario, anche la spesa per i libri scolastici assume un peso che non può essere considerato marginale. Infatti, la povertà non è soltanto quella che vediamo nei casi più estremi. Esiste una fascia di famiglie che lavora, paga le tasse, sostiene il sistema economico e sociale della regione, ma arriva a fine mese con margini sempre più ridotti.

È questa fragilità silenziosa che una politica pubblica deve saper intercettare prima che diventi esclusione. Per questo la Cisl considera l’intervento regionale non soltanto una misura di sostegno alle famiglie, ma una scelta di politica sociale ed economica».

«Garantire che un ragazzo possa avere i libri necessari per frequentare la scuola – osserva Cavallo – significa evitare che il reddito dei genitori incida troppo presto sulle sue opportunità. Significa intervenire prima che una difficoltà economica si trasformi in una difficoltà educativa e, successivamente, in una minore possibilità di accesso alla formazione, al lavoro e a una vita autonoma.

È questa la vera dimensione del provvedimento: prevenire la trasmissione dello svantaggio da una generazione all’altra. Ed è una questione particolarmente importante in una regione come la Basilicata.

La nostra regione ha bisogno di trattenere e formare i giovani, ma non può pensare di farlo se proprio le famiglie con minori disponibilità economiche sono quelle che incontrano più ostacoli nell’investire nella formazione dei figli». Secondo il segretario della Cisl «il contrasto allo spopolamento comincia dalla possibilità di frequentare una buona scuola, di avere i materiali necessari, di poter proseguire gli studi senza che il reddito familiare diventi una barriera.

Un giovane non si trattiene soltanto promettendogli un posto di lavoro domani. Gli si deve garantire, oggi, la possibilità di costruire le competenze che gli permetteranno di scegliere il proprio futuro. In questa prospettiva, i circa 1,6 milioni di euro rappresentano una misura certamente circoscritta, ma dentro un problema molto più grande.

La Basilicata ha bisogno di politiche straordinarie perché straordinaria è la combinazione delle difficoltà che deve affrontare: demografia, spopolamento, fragilità economica, servizi nei territori, occupazione e capacità di trattenere capitale umano».

«Si parla giustamente di automotive, energia, turismo, infrastrutture, investimenti e crescita del PIL. Sono tutti elementi indispensabili per il futuro della regione. Ma non possiamo dimenticare un’altra misura dello sviluppo: la qualità sociale della vita delle famiglie. Una regione si misura anche dalla capacità di consentire a una famiglia di sostenere le spese necessarie affinché un figlio possa studiare.

Perché dietro ogni investimento economico c’è una persona che deve essere formata. Dietro ogni impresa che arriva c’è una competenza che deve essere disponibile. Dietro ogni strategia di sviluppo c’è una generazione che deve essere messa nelle condizioni di costruire il proprio futuro. Il capitale umano è la prima infrastruttura della Basilicata.

Ecco perché il sostegno ai libri di testo non può essere considerato soltanto una misura assistenziale. È un piccolo investimento dentro una grande questione economica: la capacità della Basilicata di non perdere le proprie giovani generazioni».

Tuttavia, secondo Cavallo «è importante che le risorse arrivino rapidamente alle famiglie attraverso i Comuni. L’efficacia della misura, infatti, non si esaurisce nello stanziamento: deve tradursi in un beneficio concreto, tempestivo e facilmente accessibile per chi ne ha diritto. Ma proprio questa misura deve essere l’occasione per aprire una riflessione più ampia. Non basta intervenire quando una famiglia è già in difficoltà.

Occorre costruire un sistema di welfare regionale capace di prevenire le disuguaglianze e sostenere le famiglie lungo tutto il percorso educativo dei figli.

Libri di testo, trasporto scolastico, mense, borse di studio, formazione professionale, ITS, università, servizi nelle aree interne e politiche attive del lavoro devono essere considerati parti di una stessa strategia.

Perché il rischio che corre la Basilicata non è soltanto quello di avere meno abitanti: è quello di avere meno giovani, meno competenze e meno opportunità, con una spirale che può alimentare ulteriormente lo spopolamento.

Ecco perché il tema del diritto allo studio è anche un tema economico».