“La luna e i calanchi”, ad Aliano la giornata finale: dal mattino fino all’alba tra poesia, cinema, musica e riti collettivi

Una giornata intera, dal primo mattino fino all’alba del giorno successivo, per attraversare Aliano (Matera), i suoi calanchi, le parole, la poesia, il cinema, la musica e i riti collettivi.

Oggi  La Luna e i Calanchi” vive la sua giornata finale con un programma che accompagna il pubblico per quasi ventiquattro ore e condensa lo spirito del festival ideato da Franco Arminio: incontrarsi in un paese, guardare i luoghi con attenzione, discutere il presente e insieme tenere aperto uno spazio per la poesia, l’immaginazione e la comunità.

“Si viene ad Aliano per essere nel mondo e fuori dal mondo, per disertare l’attualità, per essere nel passato e nel futuro”: è in queste parole che si raccoglie il senso di una giornata che trasforma ancora una volta il paese lucano in un luogo di incontri, attraversamenti e ascolto.

La giornata è cominciata prestissimo con le camminate fotografiche e i Parlamenti davanti al forno, per proseguire alla Casa della paesologia con incontri dedicati alla poesia di Giovanni Giudici e alla Napoli raccontata da Ermanno Rea. All’Auditorium dei calanchi la mattinata continua con Elogio del piccolo, conversazione con Domenico Cersosimo, e con i Parlamenti comunitari dedicati a chi non c’è più, a cura di Franco Arminio.

Nel pomeriggio si alternano conversazioni, poesia e cinema: dal Caffè con Paride e Lucia, a cura di Paride Leporace e Lucia Serino, all’incontro Da Rodio ad Aliano, luoghi del Mediterraneo interiore. Tra gli appuntamenti anche Prendere ai ricchi per dare ai poveri, conversazione con Riccardo Staglianò, una lettura comunitaria di poesia palestinese, l’incontro con Mani Naimi e il racconto del Cinema Naturale di Gianni Celati affidato a Paolo Muran. Sul finire del pomeriggio Aliano diventa spazio di partecipazione con il rito collettivo di canto della tradizione orale, a cura di Caterina Pontrandolfo.

La musica attraversa poi diversi luoghi del paese con Dulcimer Tales di Isabella Monteduro, i Canti e balli da sposalizio a cura di Pino Gala e Tiziana Miniati e Quante arie! con Eduarda Iscaro, Claudio Romano e Giuseppe Sasso.

La sera si concentra nell’Anfiteatro dei calanchi con i Fratelli Trabace e con “Fin’ara luna”, canzoni e versi con Franco Arminio e un amico speciale. Ma la giornata finale non si esaurisce con la sera: la festa continua nel cuore della notte con il Concerto per Aliano, con Giulio Bianco, Giuseppe Anglano, Massimiliano De Marco e Rachele Andrioli, e con Rosapaeda sound insieme a Mimmo Superbass. Nel cuore della notte il Cimitero di Aliano ospita Suoni vivi per i morti, a cura di Fabio Barovero, con un omaggio ad Amelia Rosselli e Rocco Scotellaro insieme a Ulderico Pesce, e le letture di Franco Arminio e Francesca Ritrovato.

A chiudere il lungo viaggio sarà infine l’alba all’Anfiteatro dei calanchi con “Leuca” e Rachele Andrioli, accompagnata da voci e musica: un ultimo incontro con il paesaggio quando la notte lascia spazio alla luce.

Una conclusione che è, nello spirito della “Luna e i Calanchi”, anche un nuovo inizio: aspettare insieme il giorno dentro uno dei paesaggi più suggestivi della Basilicata, dopo aver attraversato per ore il paese con parole, incontri, canti e visioni.

La giornata finale conferma così la natura particolare del festival di Aliano: non soltanto una successione di spettacoli, ma un’esperienza immersiva nel paese e nel paesaggio, capace di mettere accanto intellettuali, artisti, musicisti, poeti, abitanti e visitatori.

Un modo di stare nei luoghi e tra le persone che, per un’intera giornata e un’intera notte, fa di Aliano un piccolo centro da cui osservare il mondo.