Grottole, nasce la Rete dei Fuorisede: un ponte tra chi parte, chi torna e chi resta

Una rete permanente tra chi è partito, chi è tornato e chi è rimasto, per continuare a costruire insieme il futuro di Grottole. È il progetto nato da “Radici in Movimento”, l’iniziativa che ieri, 18 agosto, ha registrato una grande partecipazione e posto le basi per la nascita della Rete dei Fuorisede.

L’evento è il risultato di un percorso di co-progettazione sostenuto dall’Amministrazione comunale e portato avanti da un gruppo di ragazze e ragazzi che nei mesi scorsi ha messo in relazione idee ed esperienze maturate tra Grottole e diverse città italiane. Un lavoro condiviso che ha coinvolto anche Tornanza GL e Ritornati.

Durante la serata è stato presentato il documento programmatico “Radici in Movimento – Capitolo 1”, punto di partenza di un progetto destinato a crescere con il contributo di chi vi prenderà parte.

L’idea è mettere in relazione chi vive fuori per studio o lavoro, chi ha scelto di tornare a Grottole e chi non è mai andato via. Al termine della presentazione, il sindaco Filippo Carretta e gli amministratori comunali hanno sottoscritto il documento, assumendo l’impegno a portarlo all’attenzione del Consiglio comunale.

Un passaggio che punta a dare continuità istituzionale al percorso avviato e a trasformare le idee emerse dalla co-progettazione in una progettualità stabile per Grottole.

A dare forza all’incontro sono state anche le testimonianze dei grottolesi che vivono o hanno vissuto lontano dal paese. Interventi accorati hanno raccontato partenze, ritorni e legami mai interrotti con Grottole, facendo emergere un obiettivo comune: non chiedere a chi parte di tornare a ogni costo, ma creare le condizioni affinché il ritorno possa diventare una scelta concretamente percorribile e chi continua a vivere fuori possa restare parte attiva della comunità.

Una sfida che parte anche dai numeri. Nel 2001 Grottole contava 2.606 residenti, scesi a 1.958 alla fine del 2024: 648 abitanti in meno in poco più di vent’anni, quasi uno su quattro. Una perdita che non riguarda soltanto la popolazione, ma anche competenze, relazioni ed energie che possono continuare a generare valore per il territorio.

Per questo “Radici in Movimento” vuole andare oltre la dimensione di una festa o di un appuntamento estivo e diventare una progettualità stabile durante tutto l’anno. Tra i primi obiettivi ci sono la mappatura dei grottolesi che vivono fuori e delle loro competenze e la creazione di una piattaforma digitale per mettere in relazione fuorisede, persone rientrate, residenti e imprese, favorendo collaborazioni, opportunità e nuovi progetti per il paese.

«La partecipazione e le testimonianze che abbiamo ascoltato ci confermano che fuori dai confini di Grottole esiste una parte della nostra comunità che continua a sentirsi profondamente legata al paese – afferma il sindaco Filippo Carretta –.

Non possiamo pensare di fermare con un progetto fenomeni complessi come lo spopolamento, né vogliamo trasformare il ritorno in un obbligo. Possiamo però lavorare perché tornare diventi una scelta percorribile e perché partire non significhi smettere di essere parte di Grottole. La firma del documento non è un gesto simbolico: è l’impegno dell’Amministrazione a portare questo percorso in Consiglio comunale e a dargli continuità.

Vogliamo costruire un rapporto stabile tra chi parte, chi torna e chi resta, trasformando competenze, idee e legami in opportunità per il paese».

Da Grottole arriva così l’idea di una provincia che non vuole limitarsi a subire lo spopolamento e l’allontanamento delle nuove generazioni, ma prova a reagire attraverso nuove forme di partecipazione e coinvolgimento capaci di mantenerla viva.

È questa l’ambizione della Rete: fare in modo che partire non significhi scomparire, restare non significhi rassegnarsi e tornare possa avere nuovamente senso.

È stata intitolata all’architetto Angelo Allegretti, scomparso nel 2017, una sala del Castello Sichinulfo di Grottole. La cerimonia si è svolta ieri, 11 agosto, su iniziativa dell’Amministrazione comunale, che ha voluto rendere omaggio a una figura che nel corso degli anni ha offerto un importante contributo alla conoscenza, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio storico e culturale del paese.

Nel corso degli anni Allegretti ha dedicato una parte significativa della propria attività e del proprio impegno civile alla comunità, promuovendo e sostenendo iniziative culturali e contribuendo in particolare alla valorizzazione del Castello Sichinulfo e degli altri beni storici e identitari del territorio. Un impegno portato avanti con competenza, passione e spirito di servizio.

L’iniziativa, deliberata dalla Giunta comunale lo scorso 14 luglio, ha ottenuto l’autorizzazione della Prefettura di Matera e il parere favorevole della Deputazione di Storia Patria per la Lucania.

L’intitolazione vuole così conservare e tramandare la memoria di Allegretti, riconoscendo il valore del contributo offerto alla crescita culturale del territorio e il legame costruito negli anni con uno dei luoghi simbolo di Grottole.

“Intitolare ad Angelo Allegretti una sala del Castello Sichinulfo ha per noi un significato particolare – afferma il sindaco Filippo Carretta –. Abbiamo voluto legare il suo nome a uno dei luoghi simbolo di Grottole, alla cui conoscenza e valorizzazione ha dedicato tanto del suo impegno.

È il nostro modo di dirgli grazie e, allo stesso tempo, di consegnare il suo esempio alle nuove generazioni. Una comunità custodisce la propria storia anche attraverso la memoria delle persone che hanno scelto di mettere competenze, tempo e passione al suo servizio”.

La sala dedicata ad Angelo Allegretti diventa così un segno permanente della riconoscenza della comunità e del legame tra la sua figura e il patrimonio storico e culturale di Grottole.