Medici di famiglia, in Basilicata ne mancano 72: a Matera il congresso sulle nuove sfide della sanità. I dettagli

Popolazione che invecchia, aumento delle cronicità, territori distanti dai servizi, fragilità, carenza di medici di famiglia e bisogni di salute non sempre riconosciuti dai modelli assistenziali tradizionali.

Sono queste alcune delle sfide al centro del 5° Congresso Interregionale della Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) Basilicata-Puglia, in programma il 2 e 3 Ottobre 2026 presso l’UNA Hotels MH Matera, dal titolo “Oltre le città invisibili. Identità, complessità e medicina delle differenze nelle cure primarie”.

Presidenti del Congresso sono Mariagiovanna Amoroso, Segretario SIMG Puglia; Antonio Pompeo Coviello, Segretario SIMG Basilicata; Alessandro Rossi, Presidente SIMG Nazionale.

Tra i responsabili scientifici, anche Tecla Mastronuzzi.

A formare il Comitato Scientifico anche Vito Celano, Gaetano Giorgio D’ambrosio e il Vicepresidente nazionale Ignazio Grattagliano di Monopoli (Bari).

Sottolinea Mariagiovanna Amoroso:

“Le Case di Comunità possono rappresentare un’opportunità, ma devono essere costruite con contenuti condivisi con la Medicina Generale.

Non basta avere un contenitore: servono ambulatori per cronicità e fragilità, obiettivi misurabili, integrazione con le Aggregazioni Funzionali Territoriali, strumenti diagnostici, personale di supporto sia infermieristico che amministrativo e percorsi che valorizzino ciò che il medico di famiglia già fa ogni giorno nei propri ambulatori.

Il modello deve essere flessibile e capace di funzionare sia nei contesti urbani sia nei territori più distanti dai servizi”.

Un’attenzione particolare sarà dedicata alla medicina di genere, che per il medico di medicina generale significa una medicina delle differenze.

Spiega Mariagiovanna Amoroso:

“Il medico di famiglia deve chiedersi, in ogni percorso di prevenzione, diagnosi e cura, se la persona che ha davanti rischia di essere esclusa o penalizzata per ragioni biologiche, sociali, culturali, economiche, territoriali o legate al ruolo che svolge nella famiglia.

Pensiamo a una donna caregiver che rinuncia ai propri controlli, a una persona fragile con più patologie croniche, a chi vive lontano dai servizi o a chi rischia di uscire dai percorsi di prevenzione.

Rendere visibili questi bisogni significa costruire cure più appropriate, più eque e più personalizzate”.

In Basilicata la sfida della sanità territoriale assume un profilo particolarmente critico.

La regione sconta condizioni strutturali severe: piccoli comuni, aree interne, periferiche e ultraperiferiche, spopolamento, perdita di popolazione in età produttiva e una quota crescente di anziani multimorbidi e fragili che richiedono presa in carico continuativa.

Secondo un’elaborazione di SIMG Basilicata, a fronte di un fabbisogno di 402 medici di medicina generale, secondo il rapporto ottimale 1:1200, ne risultano operativi 330: una carenza di 72 unità, pari a circa il 18%.

A questo si aggiunge un canale formativo insufficiente, con 20 iscritti su 50 posti previsti nei tre anni del Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale.

Evidenzia Antonio Pompeo Coviello:

“In Basilicata il medico di famiglia resta spesso il primo e unico presidio sanitario nei territori più difficili.

Per questo servono misure straordinarie per attrarre e trattenere professionisti nelle aree interne, ambulatori attrezzati, lavoro in team multiprofessionale e una governance sociosanitaria realmente integrata tra Regione, Aziende sanitarie, Comuni e Medicina Generale.

Le Case di Comunità devono diventare luoghi realmente utili per i cittadini, con funzioni chiare, medicina di iniziativa, presa in carico di cronici e fragili, telemedicina e utilizzo effettivo delle apparecchiature già presenti”.

SIMG Basilicata solleva anche la questione del ticket da 2,50 euro a ricetta, recentemente introdotto dalla Giunta regionale, una formula ritenuta penalizzante per cronici, fragili e anziani a basso reddito: la sostenibilità del sistema non può essere affrontata scaricando il peso sui cittadini più esposti, ma intervenendo sull’appropriatezza, sull’organizzazione dei percorsi e sul governo complessivo della spesa.

Aggiunge Coviello:

“La sostenibilità non può essere cercata penalizzando proprio chi ha più bisogno di cure.

Serve una programmazione capace di leggere i bisogni reali dei territori, usare meglio le risorse disponibili e rafforzare l’assistenza di prossimità, senza introdurre nuovi ostacoli per chi vive già una condizione di maggiore vulnerabilità”.

Sottolinea Ignazio Grattagliano:

“La Medicina Generale deve essere messa nelle condizioni di produrre conoscenza, formazione e ricerca, non solo di applicare indicazioni nate altrove.

Il medico di famiglia lavora ogni giorno nella complessità: riconosce sintomi iniziali, segue pazienti con più patologie, favorisce l’aderenza alle terapie, promuove prevenzione e vaccinazioni, orienta il cittadino nel sistema cercando di semplificargli i percorsi di cura.

Per questo servono strumenti, competenze e modelli organizzativi che rendano la professione più forte e più attrattiva, soprattutto per i giovani medici”.

Sottolinea Alessandro Rossi:

“La Medicina Generale è il punto in cui si incontrano cronicità, fragilità, prevenzione, bisogni sociali e continuità della relazione di cura.

In una popolazione che invecchia e in territori sempre più diversi tra loro, il medico di famiglia rappresenta il professionista che accompagna la persona nel tempo, intercetta precocemente i bisogni e contribuisce a costruire percorsi di cura più appropriati e sostenibili.

Per questo la riforma della sanità territoriale deve essere costruita con il contributo della Medicina Generale, valorizzando competenze, autonomia scientifica e capacità di lavorare in rete”.

Il 5° Congresso Interregionale SIMG Basilicata-Puglia affronterà i temi della quotidianità della Medicina Generale: dolore e personalizzazione delle terapie, asse cervello-intestino e disturbi gastrointestinali, obesità, diabete e malattia cardio-nefro-metabolica, prevenzione cardiovascolare, malattie respiratorie croniche, vaccinazioni, antibiotico-resistenza, salute mentale e uso appropriato dei farmaci.

Ampio spazio anche per formazione e ricerca, con laboratori professionalizzanti e strumenti innovativi: POCUS, simulazioni con paziente virtuale, medicina di iniziativa, recupero vaccinale, comunicazioni orali, poster scientifici e riflessioni sull’IA.

Tra i momenti centrali, la tavola rotonda istituzionale “Governare il cambiamento: sanità territoriale, professione e formazione”: oltre ai rappresentanti della SIMG sono stati invitati anche Filippo Anelli, Presidente FNOMCEO, e Cosimo Latronico, Assessore alla Salute, Politiche della Persona e PNRR della Regione Basilicata.