Raccolta differenziata, la Basilicata supera la soglia nazionale. I dati

La raccolta differenziata in Basilicata nel 2024 è stata pari al 66,3%, con un incremento di un 1,4 punti percentuali rispetto al 2023:

  • nel Potentino si ferma al 64,5% nonostante un +0,7% rispetto all’anno precedente,
  • nel Materano raggiunge il 69,2% (+2,6% sul 2023).

Sono questi i dati più interessanti venuti fuori, come fa sapere ansa, dalla quinta edizione dell’EcoForum sull’economia circolare in Basilicata, organizzato da Legambiente Basilicata per fare il punto sulla gestione dei rifiuti, dai quali si evince che è stato raggiunto l’obiettivo del 65% su base regionale, sia pure con 12 anni di ritardo.

La Basilicata, che presenta la produzione pro-capite di rifiuti urbani più bassa d’Italia (356 chilogrammi per abitante all’anno), si colloca in fondo alla classifica nazionale in termini di raccolta differenziata pro capite: con 236 kg Rd/abitante*anno, facendo meglio solo della Calabria.

Rispetto alla produzione di rifiuti urbani, è la regione del Sud dove si registra il maggior costo, pari a 54,4 euro centesimi/kg con un incremento del 7,1% rispetto al 2023 e ben al di sopra del dato nazionale pari a 41,8 eurocent/kg*anno.

Per la quindicesima edizione regionale di “Comuni Ricicloni”, ovvero quei comuni che per l’anno 2024 hanno raggiunto il 65% di raccolta differenziata e al tempo stesso hanno fatto registrare una produzione di indifferenziato annua procapite inferiore a 75 kg/anno, sono 28 i Comuni che rispettano entrambi i parametri.

  • 25 in provincia di Potenza (Ripacandida, Sant’Angelo Le Fratte, Sarconi, Tramutola, Ruvo Del Monte, Albano Di Lucania, Montemurro, Ruoti, Episcopia, Grumento Nova, Avigliano, Latronico, Pietragalla, Banzi, Laurenzana, Marsico Nuovo, Armento, Muro Lucano, Spinoso, Pignola, Filiano, Gallicchio, Anzi, Forenza, Rivello);
  • tre in provincia di Matera (Pomarico, Grassano e Miglionico).

Rispetto allo smaltimento, il presidente di Legambiente Basilicata, Antonio Lanorte, ha sottolineato come Basilicata e Valle d’Aosta siano “le uniche regioni italiane a non avere in esercizio alcun impianto di trattamento della frazione organica dei rifiuti” e dalla Basilicata si esportano 30 mila tonnellate, “con un enorme impatto ambientale ed economico”.

“È quanto mai necessario – ha concluso la direttrice di Legambiente Basilicata, Valeria Tempone – completare la trasformazione del sistema superando definitivamente la logica dello ‘smaltimento’ per passare ai sistemi basati sul recupero di materia”.