Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa della Fim Fiom Uilm:
“Si è consumato oggi un ulteriore e duplice affronto: nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori del Gruppo Mermec–Ferrosud e nei confronti delle Istituzioni, che avevano convocato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy un incontro finalizzato a fare chiarezza sull’operazione di cessione a Siemens annunciata nei mesi scorsi.
L’azienda ha scelto di sottrarsi al confronto, disertando il tavolo ministeriale e negando, ancora una volta, le risposte che le organizzazioni sindacali e i lavoratori attendono da tempo.
Un comportamento grave, incomprensibile e profondamente irrispettoso, tanto più in considerazione della rilevanza strategica delle attività industriali coinvolte e delle ricadute che tale operazione potrebbe determinare sul futuro occupazionale e produttivo.
Conoscere i dettagli dell’operazione, comprenderne le finalità, verificare le strategie di sviluppo e disporre di un piano industriale credibile, capace di delineare prospettive, investimenti e garanzie occupazionali, dovrebbe rappresentare il minimo indispensabile in una vicenda che coinvolge circa 2.000 lavoratrici e lavoratori. E invece, ancora una volta, l’unica risposta è il silenzio.
Ci chiediamo come sia possibile che un Gruppo industriale, impegnato a consolidare la propria presenza in settori strategici per il Paese, possa assumere atteggiamenti così sprezzanti nei confronti delle Istituzioni, delle rappresentanze sindacali e soprattutto delle persone che, con il proprio lavoro, ne garantiscono quotidianamente competenze, capacità produttive e valore industriale.
Non è accettabile che operazioni di questa portata vengano gestite senza trasparenza, senza un confronto preventivo e senza fornire alcuna certezza sul futuro dei siti produttivi, delle professionalità e dei livelli occupazionali.
Fim, Fiom e Uilm respingono con fermezza un modello industriale fondato sulla logica del “mordi e fuggi”, nel quale acquisizioni, cessioni e riorganizzazioni rischiano di diventare strumenti di mera convenienza finanziaria, anziché occasioni di crescita, consolidamento e sviluppo industriale.
Un modello che non costruisce lavoro stabile, ma rischia di alimentare precarietà strutturale, dispersione di competenze e indebolimento del patrimonio industriale nazionale.
Riteniamo inoltre che chi adotta comportamenti di questo genere non possa essere considerato un interlocutore industriale affidabile, soprattutto nei rapporti con aziende a partecipazione pubblica e con realtà nelle quali lo Stato rappresenta l’azionista di riferimento.
Le risorse pubbliche, le commesse strategiche e le opportunità industriali devono accompagnarsi a precise responsabilità sociali, al rispetto delle relazioni sindacali e a impegni verificabili sul piano degli investimenti, dell’occupazione e dello sviluppo.
Per queste ragioni, Fim, Fiom e Uilm stigmatizzano con forza l’atteggiamento del Gruppo Mermec–Ferrosud e annunciano l’avvio di iniziative di mobilitazione, protesta e coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori in tutti i siti aziendali presenti sul territorio nazionale.
Il tutto si traduce nella proclamazione di 4 ore di sciopero nel periodo che va dal 21 ottobre al 30 ottobre da gestire poi stabilimento per stabilimento, territorio per territorio nel rapporto con le Rsu e le nostre strutture sindacali territoriali.
Chiediamo al Mimit di assumere ogni iniziativa utile affinché venga ripristinato un confronto serio, trasparente e vincolato a risposte concrete, pretendendo dall’azienda la presentazione di un quadro completo dell’operazione annunciata e delle relative prospettive industriali e occupazionali.
Il futuro di 2.000 lavoratori non può essere deciso nel silenzio, né subordinato a logiche industriali sottratte a ogni forma di confronto e responsabilità.
La difesa del lavoro, delle competenze e della capacità industriale del Paese non è negoziabile. Fim, Fiom e Uilm non resteranno a guardare. Al silenzio dell’azienda risponderemo con la mobilitazione dei lavoratori”.





















