La Polizia di Stato di Matera ha arrestato in flagranza di reato un materano di 30 anni, ritenuto responsabile di maltrattamenti nei confronti del padre convivente.
I fatti si sono verificati in tarda serata, quando una donna, allarmata dalle forti grida provenienti da un appartamento, ha richiesto l’intervento della Polizia attraverso il numero unico di emergenza 112.
Giunti sul posto, gli agenti hanno trovato l’appartamento a soqquadro, con numerosi oggetti infranti, e un anziano con evidenti e sanguinanti ferite al capo. Nell’appartamento era presente anche il figlio, in forte stato di agitazione.
Alla vista dei poliziotti, il 30enne ha tentato di scagliarsi nuovamente contro il padre, rivolgendogli pesanti minacce di morte affinché non denunciasse l’accaduto.
L’immediata interposizione degli operatori ha impedito un’ulteriore aggressione.
L’anziano è stato soccorso dal personale sanitario del 118 e trasportato al Pronto Soccorso dell’ospedale cittadino, dove è stato giudicato guaribile in 20 giorni.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la violenta aggressione sarebbe scaturita da una discussione per futili motivi, rapidamente degenerata.
Il giovane avrebbe dapprima colpito il padre alle gambe con una scala di metallo, per poi sferrargli pugni al volto e colpi alla testa con una pentola. Infine, gli avrebbe sottratto il telefono cellulare per impedirgli di chiedere aiuto.
Gli accertamenti successivi hanno consentito di delineare un quadro ancora più preoccupante: quella sera non sarebbe stata la prima volta che l’anziano subiva violenze da parte del figlio.
Il 30enne, già noto alle Forze dell’Ordine, era tornato a convivere con il padre lo scorso gennaio e si sarebbe reso responsabile di analoghi episodi di violenza nei suoi confronti. A suo carico, inoltre, risultano un Ammonimento del Questore emesso lo scorso agosto, un Avviso Orale ed una precedente aggressione ai danni del padre risalente al mese di settembre.
Il giovane è stato quindi arrestato e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, associato alla locale Casa Circondariale.
Si ricorda, infine, che, in ottemperanza al principio costituzionale della presunzione di innocenza, la posizione dell’indagato sarà vagliata nel corso del procedimento e lo stesso dovrà ritenersi innocente fino a eventuale condanna definitiva.





















