C’è un dolore muto che spesso si nasconde dietro a un piatto intatto o uno sguardo rivolto altrove.
È il disagio di tanti giovani e delle loro famiglie che si trovano ad affrontare i Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA).
Un dolore che richiede cure sanitarie, ma anche ascolto, empatia e una presenza costante delle istituzioni.
Ha detto l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico:
“Cogliere in tempo questi segnali è una priorità clinica e un dovere morale.
La vera sfida della sanità moderna sta nella prevenzione e nella capacità di creare un’alleanza d’acciaio tra le strutture ospedaliere e la medicina territoriale.
Soltanto garantendo una presa in carico globale e precoce possiamo fare la differenza quando si affrontano casi complessi e multiproblematici”.
Concetti che Latronico ha espresso intervenendo alla giornata di formazione organizzata oggi a Bernalda nel CDR “Domus Padri Trinitari”.
Ha sottolineato l’assessore:
“Ringrazio sinceramente i Padri Trinitari per aver promosso un momento di confronto accademico e professionale così prezioso per la nostra comunità sanitaria.
Un plauso e un sincero ringraziamento vanno all’impegno straordinario profuso dalla Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale di Matera, in particolare al primario, la dr.ssa Raffaella Devescovi, e alla dr.ssa Nunzia Lobefaro.
Il loro intervento dedicato allo spettro dei disturbi alimentari nell’età evolutiva e il continuo lavoro sul campo testimoniano un’eccellenza e una dedizione umana non comuni.
L’integrazione socio-sanitaria e il dialogo continuo tra il presidio ospedaliero e i servizi territoriali sono l’unica strada percorribile per non lasciare mai sole le famiglie di fronte a patologie così complesse.
Continueremo a investire e a sostenere queste sinergie per costruire una rete d’aiuto sempre più solida, capillare ed efficiente”.





















