Basilicata: riflettori sull’impianto del Pertusillo, nodo idrico interregionale strategico con una portata di circa 1.800 litri al secondo. La richiesta

“Il Potabilizzatore di Missanello ad Acquedotto Lucano vale oltre 12 milioni all’anno per la Basilicata.

È giunto il momento di ripristinare il principio di unicità della gestione del Servizio Idrico Integrato e restituire alla Basilicata la piena titolarità delle proprie infrastrutture strategiche, unitamente alle ingenti risorse economiche che generano.

Chiedo a EGRIB di modificare in autotutela la delibera AATO del 2010 e affidare ad Acquedotto Lucano la gestione del Potabilizzatore di Missanello.”

A dichiararlo è il Consigliere Regionale di Fratelli d’Italia, Alessandro Galella, a margine della conferenza stampa della mattina.

Continua Galella:

“Si tratta di un nodo idrico interregionale strategico avente una portata di circa 1.800 litri al secondo (pari a circa 260.000 metri cubi di acqua lavorata al giorno), la cui gestione operativa è attualmente affidata ad Acquedotto Pugliese (AQP).

Oltre alle chiare ragioni giuridiche e normative esiste uno schema economico incontrovertibile che finora ha penalizzato la nostra regione.

L’acqua grezza del Pertusillo entra nell’impianto a un valore stimato di 0,08 €/mc (pari a circa 20.800 euro al giorno) e ne esce potabilizzata a un valore di circa 0,21 €/mc.

Con una lavorazione giornaliera di 260.000 metri cubi, la potabilizzazione genera circa 54.600 euro al giorno, ovvero oltre 1,6 milioni di euro al mese e una cifra compresa tra i 12 e i 15 milioni di euro all’anno che attualmente vanno ad arricchire il bilancio di AQP anziché rimanere sul nostro territorio.

Il passaggio ad Acquedotto Lucano è ormai urgente e giuridicamente sostenibile.

L’impianto ricade interamente all’interno dei confini lucani.

Il quadro normativo attuale (art. 147 del D.Lgs. 152/2006 e L.R. n. 1/2016), suffragato dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato (Sez. V, n. 2561/2021), sancisce chiaramente il principio di unicità della gestione all’interno dello stesso Ambito Territoriale Ottimale (ATO). La permanenza di un gestore extra-ambito (AQP) è un’eccezione non più giustificabile.

Il potabilizzatore resta un bene demaniale e la fornitura idrica destinata alla Puglia sarà pienamente garantita dagli Accordi di Programma Stato-Regioni.

Cambierà solo il soggetto gestore dell’infrastruttura di trattamento ovvero Acquedotto Lucano.

Chiedo dunque a EGRIB di adottare l’atto di autotutela (ex art. 21-quinquies L. 241/1990) per revocare la delibera del 2010, affidare l’impianto ad Acquedotto Lucano e fissare i tempi per il trasferimento materiale dell’infrastruttura.

È tempo che i benefici economici e operativi dell’acqua lucana restino in Basilicata e ai lucani”.