La questione abitativa torna al centro del confronto politico e sociale della città.
Dopo l’approvazione all’unanimità in Consiglio comunale della mozione per la costruzione di nuove case popolari, è ora necessario trasformare l’indirizzo politico espresso dall’assemblea cittadina in un percorso amministrativo concreto, capace di affrontare una delle emergenze sociali più delicate che interessano Matera.
Per questo è stato promosso un momento di confronto per giovedì 3 settembre 2026, alle ore 11.00, presso la Sala Mandela del Comune di Matera, al quale sono state invitate le organizzazioni sindacali, le rappresentanze degli inquilini e degli assegnatari e le realtà sociali impegnate sul fronte delle politiche abitative.
È stato inoltre invitato il Sindaco di Matera, affinché il confronto possa coinvolgere direttamente l’Amministrazione comunale e consentire di verificare insieme quali siano gli strumenti e i passaggi necessari per dare attuazione alla mozione.
L’obiettivo non è celebrare un voto consiliare, ma aprire una fase nuova sulle politiche abitative della città.
L’approvazione unanime della mozione rappresenta infatti un punto politico importante: maggioranza e opposizione hanno riconosciuto la necessità di intervenire sul patrimonio di edilizia residenziale pubblica e di programmare la costruzione di nuove abitazioni destinate alle fasce della popolazione che non riescono ad accedere al mercato privato della casa.
Ora, però, è necessario passare dalle intenzioni alle decisioni.
Sottolinea il consigliere comunale, Fortunato Martoccia:
“L’unanimità raggiunta in Consiglio comunale dimostra che sulla necessità di intervenire sul problema abitativo esiste una sensibilità trasversale.
Ma l’unanimità non può rappresentare il punto di arrivo. Deve essere il punto di partenza di un percorso amministrativo serio, con una programmazione precisa, l’individuazione delle risorse e dei finanziamenti disponibili, la definizione degli interventi e tempi verificabili”.
La questione abitativa non riguarda soltanto chi oggi è in graduatoria per una casa popolare.
Riguarda una fascia sempre più ampia della società: famiglie che non riescono a sostenere gli attuali livelli degli affitti, lavoratori con redditi insufficienti, giovani coppie che non riescono a costruire un progetto familiare, pensionati, nuclei monoreddito e persone che si trovano improvvisamente in una condizione di fragilità economica.
In questo quadro, l’edilizia residenziale pubblica non può essere considerata una politica marginale o esclusivamente assistenziale. È una componente fondamentale delle politiche sociali, urbanistiche ed economiche di una città.
A Matera occorre tornare a parlare di casa come diritto, dignità e sicurezza sociale.
Il mercato privato degli affitti, per una parte crescente della popolazione, non è più facilmente sostenibile. Per molte famiglie il costo dell’abitazione assorbe una quota sempre maggiore del reddito disponibile, aumentando il rischio di morosità, sfratto e progressivo impoverimento.
Di fronte a questa situazione, la risposta pubblica non può limitarsi alla gestione dell’emergenza. È necessario costruire una politica abitativa strutturale, capace di aumentare nel tempo l’offerta di edilizia residenziale pubblica e di programmare nuovi interventi.
Evidenzia Martoccia:
“Il tema della casa non può essere affrontato soltanto quando una famiglia arriva al limite e chiede un aiuto.
La vera sfida politica è prevenire l’emergenza, aumentando l’offerta abitativa pubblica e costruendo strumenti che consentano alle persone di vivere con dignità nella propria città”.
Da qui la scelta di coinvolgere direttamente sindacati, organizzazioni degli inquilini, assegnatari e associazioni sociali.
Il confronto con le rappresentanze sociali è considerato fondamentale perché consente di mettere a disposizione dell’Amministrazione non soltanto opinioni politiche, ma l’esperienza quotidiana di chi incontra ogni giorno famiglie in difficoltà, persone alla ricerca di un alloggio e cittadini che vivono sulla propria pelle le conseguenze dell’emergenza abitativa.
Afferma il consigliere:
“Chi rappresenta gli inquilini, gli assegnatari e i lavoratori conosce da vicino una parte della realtà sociale della nostra città. Per questo il loro contributo deve entrare stabilmente nella costruzione delle politiche abitative. Serve un confronto permanente e non occasionale”,
In questo senso, la partecipazione dell’Amministrazione comunale assume un valore particolarmente importante.
La mozione è stata approvata dall’intero Consiglio comunale. Adesso la responsabilità non può essere lasciata soltanto all’iniziativa di un singolo consigliere o di una parte politica: deve diventare responsabilità dell’intera istituzione comunale.
Il passaggio successivo deve essere quello di verificare concretamente quali aree, programmi, strumenti finanziari e canali di finanziamento possano essere utilizzati per dare seguito all’indirizzo approvato dal Consiglio.
Conclude Martoccia:
“Non basta approvare una mozione.
Una decisione politica acquista valore quando produce atti, programmi e risultati.
Per questo è necessario mantenere alta l’attenzione fino alla realizzazione degli interventi e, soprattutto, fino alla loro effettiva assegnazione alle famiglie che ne hanno diritto”.
Il confronto del 3 settembre vuole quindi rappresentare l’avvio di un percorso, non un appuntamento isolato.
L’obiettivo è costruire un metodo di lavoro nel quale istituzioni e rappresentanze sociali possano confrontarsi con continuità sulle politiche abitative di Matera, monitorando l’evoluzione della mozione, le opportunità di finanziamento, la programmazione degli interventi e i successivi passaggi amministrativi.
La costruzione di nuove case popolari non può essere considerata una promessa da rimandare nel tempo. Per le famiglie che vivono oggi l’emergenza abitativa, il tempo rappresenta un problema concreto.
Per questo, dopo l’unanimità raggiunta in Consiglio comunale, è arrivato il momento degli atti.
La mozione è stata approvata. Ora servono programmazione, risorse, tempi certi e cantieri. E, soprattutto, serve una politica abitativa che rimetta al centro le persone e il diritto alla casa.





















