Autismo e autonomia a Matera: “Fermata Sangià va tutelata”. Ecco cosa sta succedendo

Fermata Sangià rappresenta una delle esperienze più virtuose che la Basilicata abbia saputo mettere in campo nel campo dell’inclusione sociale e dell’autonomia delle persone con disabilità.

Per questo non possiamo permettere che il suo futuro resti appeso a una scadenza amministrativa”.

È quanto dichiara il consigliere regionale Nicola Morea, intervenendo sulla scadenza della concessione della struttura.

“La nostra regione ha dimostrato più volte di saper realizzare sperimentazioni di grande qualità.

Il problema è che troppo spesso queste esperienze rischiano di interrompersi proprio quando iniziano a produrre risultati concreti.

Non si possono interrompere le esperienze virtuose: è arrivato il momento di trasformare i progetti a tempo in servizi strutturati e permanenti.

Fermata Sangià, grazie alla consolidata expertise della cooperativa “Il Sicomoro”, offre un percorso fondamentale di educazione all’autonomia per persone adulte con autismo e con altre tipologie di disabilità.

Significa costruire indipendenza, dignità e prospettive di vita.

Ma significa anche dare serenità alle famiglie, che hanno il diritto di guardare al futuro con fiducia e non con l’angoscia di ciò che accadrà ai propri figli.”

Per il consigliere regionale è necessario un intervento immediato da parte delle istituzioni, attivando una proroga nei tempi e nei modi di predisposizione e attuazione di una riforma generale sul tema autismo.

“Le istituzioni lavorino per una proroga della concessione almeno per i prossimi sei mesi.

Parallelamente, però, occorre avviare da subito un percorso che consenta di superare la logica delle proroghe e di rendere questa realtà stabile e duratura, nelle more di una riforma sul tema autismo che non può attendere.

Le famiglie, la città di Matera e l’intera Basilicata meritano di poter contare in maniera permanente su un presidio di inclusione e autonomia come Fermata Sangià, da replicarsi piuttosto anche in altri luoghi del territorio regionale.

Le buone pratiche vanno sostenute, consolidate e messe nelle condizioni di crescere”.