“La fine della fase straordinaria del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza non può coincidere con la fine degli investimenti pubblici”.
Per la Confsal Basilicata, il vero banco di prova è ciò che accadrà dopo il 2026.
Occorre garantire continuità ai cantieri, completare le opere ancora in corso e costruire una nuova programmazione capace di sostenere infrastrutture, scuola, energia e occupazione.
A sottolinearlo è Gerardo de Grazia, che pone al centro del dibattito tre questioni strettamente collegate: edilizia scolastica, transizione energetica e programmazione del post-PNRR.
Edilizia scolastica: Il divario del mezzogiorno resta forte.
I dati di Ecosistema Scuola di Legambiente fotografano una situazione che non può essere ignorata.
Se a livello nazionale il 31,7% degli edifici scolastici necessita di interventi urgenti, nel Mezzogiorno la percentuale sale al 45,2%.
Anche sul fronte dell’attuazione degli interventi finanziati dal PNRR emergono criticità.
Sui 206 progetti per nuove scuole, secondo i dati riportati nel rapporto, soltanto 4 risultano conclusi, pari all’1,9%.
Per gli asili nido il livello di attuazione si ferma al 18,1%, mentre per le mense scolastiche è al 28,6%. «Questi numeri dimostrano che non basta mettere a disposizione le risorse, sottolinea de Grazia.
Bisogna riuscire a trasformarle nei tempi previsti in opere concrete. I nostri studenti e il personale scolastico non possono aspettare i tempi della burocrazia».
Basilicata: 101 interventi, 36 conclusi.
Il quadro regionale merita un’attenzione specifica.
Secondo la banca dati Gies di Indire, in Basilicata risultano 101 interventi di edilizia scolastica riconducibili al PNRR, per un finanziamento complessivo di circa 56 milioni di euro.
Di questi, 36 risultano conclusi: il 35,6% del totale.
Sono invece 65 gli interventi che non risultano ancora classificati come conclusi, pari al 64,4%.
«Il 35,6% di interventi conclusi è un dato che va letto con attenzione – afferma de Grazia.
Non vogliamo limitarci a celebrare ciò che è stato fatto, ma capire cosa manca per arrivare al completamento dell’intero programma».
La Confsal Basilicata chiede quindi un monitoraggio puntuale, Comune per Comune, che consenta di conoscere per ogni intervento l’importo finanziato, lo stato di avanzamento, la previsione di conclusione e le eventuali criticità.
«Vogliamo sapere quali Comuni hanno già portato a termine i lavori, quali cantieri sono ancora aperti e quali interventi necessitano di un’accelerazione. La trasparenza sull’utilizzo delle risorse pubbliche deve essere totale».
Il dopo-Pnrr è la vera sfida. La questione non riguarda soltanto l’edilizia scolastica.
Il PNRR ha rappresentato una stagione straordinaria di investimenti, ma la sua conclusione impone oggi una domanda precisa: quale sarà la strategia dell’Italia e della Basilicata dopo il 2026?
Secondo lo studio Teha-A2a, entro il 2050 saranno necessari circa 825 miliardi di euro per energia e servizi essenziali: 288 miliardi per reti elettriche e infrastrutture di ricarica, 225 miliardi per produzione e accumulo di energia, 123 miliardi per ciclo idrico, fognature e depurazione e 175 miliardi per reti gas, data center e rifiuti.
«Sono numeri che dimostrano che la transizione energetica non è soltanto una questione ambientale, osserva de Grazia.
È una grande partita industriale, infrastrutturale e occupazionale. E la Basilicata deve essere dentro questa trasformazione».
«La nostra regione ha un ruolo strategico nel sistema energetico nazionale, continua de Grazia, ma non può essere considerata soltanto un territorio dal quale estrarre o produrre energia.
Alla produzione devono corrispondere investimenti, infrastrutture, lavoro qualificato e sviluppo locale».
Per la Confsal, la transizione energetica deve diventare un’opportunità concreta per il territorio: reti moderne, infrastrutture idriche efficienti, scuole più sicure ed energeticamente sostenibili, investimenti industriali e nuova occupazione qualificata.
Anche l’edilizia scolastica può diventare parte di questa strategia. Riqualificare energeticamente gli edifici significa infatti migliorare la qualità degli ambienti scolastici, ridurre i consumi e utilizzare meglio le risorse pubbliche.
La proposta della Confsal: programmare oggi il dopo 2026.
«Non possiamo aspettare la fine del PNRR per chiederci cosa fare dopo, conclude de Grazia. La programmazione deve partire adesso».
La Confsal Basilicata chiede l’apertura di un tavolo permanente sulla programmazione post-PNRR, coinvolgendo istituzioni, parti sociali e mondo produttivo, con particolare attenzione a:
- edilizia e sicurezza scolastica;
- transizione energetica;
- infrastrutture idriche;
- sviluppo industriale;
- formazione e nuove competenze;
- occupazione e tutela del lavoro.
«Il PNRR non deve essere una parentesi destinata a chiudersi con il 2026. Deve essere il ponte verso una nuova stagione di investimenti.
La Basilicata deve arrivare al 2027 con una strategia chiara, non con il rischio di ritrovarsi con cantieri da completare e risorse da programmare».





















