“Non può più funzionare così: prima si estrae e poi si promette. Prima la Basilicata dà e poi aspetta”. Questa la posizione di Futuro Nazionale

“Italia. Prima i fatti, poi i barili”.

È la posizione di Giulio Curatella, Responsabile regionale di Futuro Nazionale Basilicata, sul nuovo decreto del Governo relativo agli idrocarburi e sulla possibilità, nei casi previsti dalla norma, della nomina di un commissario ad acta.

Afferma Curatella:

«Se l’Italia possiede petrolio e gas è giusto discutere del loro utilizzo nell’interesse della sicurezza e dell’indipendenza energetica nazionale.

Ma la Basilicata estrae ricchezza dal proprio sottosuolo da decenni e ha già dato moltissimo.

Prima di parlare di ulteriori estrazioni devono arrivare risposte concrete e misurabili su royalties, fiscalità, lavoro, infrastrutture, indotto, tutela ambientale e investimenti permanenti sul territorio».

Per Curatella occorre soprattutto invertire il metodo seguito fino a oggi.

«Non può più funzionare così: prima si estrae e poi si promette.

Prima la Basilicata dà e poi aspetta.

Nessun assegno postdatato e nessuna cambiale politica.

Prima devono arrivare i fatti e solo dopo si potrà discutere di ciò che verrà chiesto alla Basilicata in futuro».

Sul piano territoriale, Futuro Nazionale Basilicata pone inoltre due condizioni politiche nette.

«Diciamo no a un’ulteriore proliferazione indiscriminata di impianti eolici e fotovoltaici che consumano territorio e alterano il paesaggio senza garantire benefici proporzionati alle comunità che li ospitano.

Ed eventuali nuove trivellazioni devono significare contestualmente una pietra tombale sull’ipotesi di localizzare in Basilicata il deposito delle scorie nucleari.

La nostra posizione è chiara: sì al nucleare, no alle scorie in Basilicata.

Non possiamo essere contemporaneamente pozzo energetico e deposito nazionale».

Ma, secondo Curatella, sarebbe un errore affrontare separatamente petrolio, gas, rinnovabili e nucleare.

«La questione energetica deve essere governata su un unico piano strategico.

Non si può continuare con lo spezzatino: petrolio da una parte, gas dall’altra, eolico e fotovoltaico altrove, biomasse e nucleare trattati come dossier indipendenti.

Sono parti della stessa questione».

«Petrolio, gas, biomasse, nucleare, eolico e fotovoltaico devono rientrare in una visione energetica unica e di lungo periodo, capace di contemperare indipendenza nazionale, sicurezza degli approvvigionamenti, costo dell’energia, sviluppo industriale, tutela del paesaggio e interesse dei territori».

Curatella richiama infine la politica energetica europea.

«Possiamo discutere di nuove estrazioni quanto vogliamo, ma se non si supera definitivamente l’impostazione ideologica del Green Deal, non ci saranno barili che tengano.

L’Italia ha bisogno di recuperare libertà nelle proprie scelte energetiche e industriali e di programmare ciò che vuole essere tra venti o trent’anni».

«La Basilicata può e deve contribuire alla sovranità energetica italiana, ma deve farlo da protagonista e non da terra di sacrificio.

Non chiediamo privilegi: chiediamo rispetto, programmazione e reciprocità.

Prima i fatti.

Poi i barili.

Basta spezzatino energetico: serve una strategia.

Avanti con Futuro Nazionale».