Sul costo dei carburanti “adesso dobbiamo fare delle misure più mirate, perché non possiamo continuare a spendere soldi per chi non ne ha bisogno e viene a fare benzina dalla Francia”.
Dal palco di Bari, dove ieri si è tenuta la kermesse di Fratelli d’Italia, la presidente del consiglio Giorgia Meloni ha messo in chiaro che sul caro benzina il governo deve cambiare rotta.
Il decreto varato ieri, fa sapere today, prevede la proroga del taglio di 17 centesimi alle accise sul gasolio per altri 5 giorni.
Poi, dal 10 settembre, lo sconto generalizzato sarà affiancato o più probabilmente sostituito da misure destinate a categorie specifiche. Ma sul punto nella maggioranza qualche tensione trapela.
Se Meloni vuole evitare che le risorse finiscano per avvantaggiare anche transfrontalieri o chi ha redditi alti, Salvini guarda con fastidio a un eventuale bonus basato solo sull’Isee che vada penalizzare i lavoratori dipendenti e il ceto medio a favore dei soliti “furbetti”.
Le perplessità avanzate dal segretario leghista al meccanismo dell’Isee non sono nuove nel centrodestra.
Secondo i critici, lo strumento dell’Isee penalizza fortemente i lavoratori dipendenti e le famiglie del ceto medio, rischiando di avvantaggiare chi ha redditi non dichiarati.
Per la Lega, il pendolare del Nord o del ceto medio non deve essere tagliato fuori solo perché supera la soglia di 15.000 o 20.000 euro. Non solo. Salvini guarda anche alle partite Iva e ai lavoratori autonomi, mentre la premier mette l’accento sull’equità.
Non si tratta di una contraddizione insormontabile, ma di un classico braccio di ferro politico. Per trovare una sintesi la maggioranza si sta orientando su strumenti già rodati.
Tra le opzioni allo studio, ci sarebbero aiuti specifici al settore dell’autotrasporto e un contributo per i dipendenti da erogare attraverso l’azienda con i fringe benefit.
Il modello, riferisce l’Adnkronos, è una misura analoga già varata nel 2022 dal governo Draghi, che aveva introdotto la possibilità per le imprese private di assegnare ai propri dipendenti dei buoni carburante che non contribuivano alla formazione del reddito imponibile.
La mediazione politica si giocherà quindi su come dividere gli aiuti. Come già evidenziato, l’intesa passerà probabilmente dall’innalzamento della soglia esentasse dei buoni carburanti per i lavoratori dipendenti. In questo modo le aziende potranno erogare voucher benzina esentasse fino a cifre più alte senza vincoli Isee, tutelando la platea del ceto medio sostenuta dalla Lega.
D’altro canto le parole di Meloni dal palco di Bari lasciano aperta anche la possibilità di destinare una parte delle risorse utilizzando il criterio del reddito.
Per intercettare le fasce davvero povere senza creare nuove infrastrutture burocratiche, l’intervento potrebbe ad esempio avvenire accreditando una somma ad hoc per i carburanti sulla carta ‘Dedicata a te’.
Infine, una terza strada è quella di riservare risorse mirate a categorie specifiche come gli autotrasportatori (ma non è detto che la platea non si allarghi) tramite crediti d’imposta sulle fatture di acquisto carburante.





















