Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del Comitato per la pace Matera:
“Da Parigi a Milano, da San Paolo a Matera, dalla Serbia all’Italia, oggi non siamo più indifferenti.
Lo abbiamo imparato dalla Resistenza, dalle partigiane e dai partigiani. Lo abbiamo dimostrato nelle piazze, opponendoci al genocidio in Palestina, a tutte le guerre e a ogni forma di oppressione, e sostenendo il diritto dei popoli all’autodeterminazione. Lo abbiamo vissuto anche in mare, diventando una marea di solidarietà.
Venerdì 30 ottobre, in concomitanza con lo sciopero generale nazionale proclamato dai sindacati di base, cogliamo la giornata come un’occasione per allargare la mobilitazione e dare voce a sindacati, associazioni, movimenti, lavoratrici e lavoratori, autotrasportatori, studenti e studentesse, precarie e precari, agricoltrici e agricoltori, cittadine e cittadini.
Lo faremo dopo giorni di narrazioni faziose contro chi prova,a dare voce a un Sud maltrattato e a chi subisce ogni giorno, sulla propria pelle, gli effetti violenti delle politiche economiche, sociali ed estere del Governo e di un paradigma economico omicida.
Sarà una giornata per dire no all’economia di guerra, mentre il costo della vita travolge le famiglie e i servizi pubblici essenziali vengono lasciati nel degrado.
Saremo una piazza più ampia, aperta, insieme a migliaia di persone in Italia e in tante altre città del mondo, per difendere una società giusta e democratica dall’avanzata dei nuovi fascismi, per contrastare lo sfruttamento e l’estrattivismo, per rivendicare salari dignitosi, diritti, servizi pubblici e un’istruzione aperta e accessibile a tutte e tutti noi.
Scenderemo in piazza accanto alle agricoltrici e agli agricoltori che lottano in tutto il Sud: chiedono di ridurre il peso del carburante e dei costi di produzione e chiedono allo Stato di intervenire per regolare un mercato che favorisce i grandi gruppi e lascia i piccoli produttori senza prospettive.
In una terra come la nostra, segnata dalle estrazioni petrolifere, dai processi di turistificazione, dalla precarietà, dalla povertà, dalla crisi della sanità e delle strutture scolastiche, dalla mancanza di investimenti nell’università, non possiamo accettare di rimanere silenti mentre i grandi colossi petroliferi speculano sulle nostre vite e sono complici di un genocidio.
Noi Scendiamo in piazza:
– Contro il carovita e il caro-carburante, per salari e pensioni adeguati al costo della vita e bollette accessibili.
– Contro il riarmo e l’economia di guerra, perché le risorse pubbliche vadano alla sanità, alla scuola, ai trasporti e al welfare. Chiediamo lo stop a ogni complicità economica, logistica e militare con le guerre e con i crimini contro i civili, a partire dal blocco delle armi dirette a Israele.
– Per la giustizia climatica e la tutela del territorio, contro l’estrattivismo e per investimenti pubblici nelle energie rinnovabili.
– Contro precarietà e salari da fame, per contratti dignitosi, tutele, un salario minimo e una tassazione realmente progressiva.
– Contro la repressione del dissenso, la criminalizzazione delle proteste e le limitazioni del diritto di sciopero.
– contro le multinazionali e la grande distribuzione che concentrano il potere nella filiera, impongono prezzi e condizioni e scaricano i costi su chi coltiva.
– Per un’informazione libera, contro la propaganda e le narrazioni che delegittimano chi protesta.
Mentre una minoranza continua ad arricchirsi sfruttando persone e territori, è tempo che la maggioranza faccia sentire la propria voce.
Non vogliamo armi per difendere uno Stato indegno. Vogliamo uno Stato degno di essere difeso.
Vogliamo una democrazia reale, che ci faccia sentire al sicuro nelle strade, nelle piazze, nei luoghi di lavoro e di cura. Non una società in cui si è costretti a cercare riparo dalla paura di essere segnalati o manganellati.
Il 30 ottobre scendiamo in piazza.
Percorso: Partenza dei trattori ore 9.30| Ritrovo per la cittadinanza tutta ore: 9.30 Villa comunale
Ore 10:00 partenza dalla Villa Comunale (Via Tommaso Stigliani, 50) -via Lucana- incrocio via Ridola (Palazzo Provincia)- via Duni- piazza Pascoli.
Al termine del corteo ci sarà a piazza Pascoli uno spazio di partecipazione e confronto”.
Di seguito la locandina con i dettagli.






















