L’Istituto Comprensivo “Palazzo Salinari”, in stretta collaborazione con l’Associazione FAI Antiracket “Falcone Borsellino”, ha ospitato una giornata di straordinario valore civico e formativo incentrata sulla memoria di Michele Fazio, il ragazzo di soli 15 anni ucciso per errore dalla criminalità organizzata tra i vicoli di Bari Vecchia il 12 luglio 2001.
L’evento, che si è svolto venerdì mattina 23 ottobre 2026 presso l’Auditorium “Pino Bianculli”, ha visto la partecipazione commossa degli studenti delle classi Terze della Secondaria di Montescaglioso e di Pomarico, dei docenti e dei genitori di Michele, Pinuccio e Lella Fazio, che da anni trasformano il proprio immenso dolore in un impegno quotidiano e itinerante nelle scuole per trasmettere ai giovani i valori della responsabilità, della giustizia e del riscatto sociale.
A fare da amplificatore emotivo alla testimonianza è stato lo spettacolo di teatro civile “Stoc ddò – Io sto qua” (prodotto da Meridiani Perduti Teatro e interpretato dall’attrice Sara Bevilacqua).
L’interpretazione dell’attrice ha dato voce al grido della madre Lella: un urlo di dolore che si trasforma in una granitica determinazione e in una sfida aperta, guardando i mafiosi negli occhi per urlare la propria presenza fiera e incorruttibile nel quartiere.
La narrazione scenica ha catturato il silenzio e l’attenzione profonda della platea, traducendo la cronaca giudiziaria e familiare in pura emozione e riflessione collettiva.
Al termine dello spettacolo, la parola è passata direttamente a Pinuccio e Lella Fazio, che hanno dialogato apertamente con i ragazzi, ripercorrendo la tragica notte in cui la vita di Michele è stata spezzata durante una sparatoria tra clan rivali.
La loro presenza ha trasformato il contesto scolastico in uno spazio di autentica responsabilità condivisa: infatti, Pinuccio e Lella hanno spiegato ai ragazzi come siano riusciti a canalizzare una disperazione disumana in un impegno quotidiano e civile.
La loro non è una testimonianza di rassegnazione, ma un invito attivo a non girarsi dall’altra parte.
Dialogando con gli studenti, inoltre, i coniugi Fazio hanno messo in guardia dalle false promesse della criminalità organizzata e delle mafie, insistendo sull’importanza dello studio, della cultura e delle scelte quotidiane per essere cittadini liberi.
Infine, Lella ha esortato i ragazzi a non essere indifferenti, a studiare e a coltivare la cultura, definita come l’arma più potente per sconfiggere la criminalità e non cadere nelle illusioni delle reti mafiose.
Il momento più intimo e partecipativo della giornata è stato lo spazio dedicato ai lavori realizzati dagli studenti.
I ragazzi hanno preso la parola sul palco per leggere una serie di poesie dedicate a Michele, scritte interamente da loro durante i laboratori didattici sulla legalità.
I versi dei ragazzi hanno toccato le corde del futuro spezzato, dell’innocenza violata e della speranza.
Nelle loro parole, Michele è stato descritto non solo come una vittima, ma come un “seme” da cui far nascere una società più giusta.
La lettura pubblica ha rappresentato un vero e proprio patto di legalità: attraverso la scrittura e la poesia, gli studenti si sono fatti carico in prima persona della memoria di Michele, promettendo di non dimenticare.
L’incontro si è concluso tra gli applausi scroscianti e l’abbraccio simbolico della scuola a Pinuccio e Lella.
Questa giornata ha dimostrato che la memoria non è una sterile ricorrenza, ma una pratica viva. I versi dei ragazzi e la fermezza dei coniugi Fazio lasciano alla nostra comunità scolastica un messaggio chiaro: la legalità cammina sulle gambe di ognuno di noi.





















